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Nucleare 2.0, a Pescara il confronto su energia, sicurezza e sviluppo industriale
Al centro del convegno Resac2026 sicurezza energetica, innovazione tecnologica e nuove opportunità per la filiera nazionale
La transizione energetica passa anche dal nuovo nucleare. Coniugare decarbonizzazione, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità dei costi richiede infatti un approccio tecnologicamente neutrale, capace di integrare diverse fonti energetiche. È in questa prospettiva che si inserisce «Resac2026 – Nucleare 2.0: innovazione, sicurezza e sviluppo industriale», la quinta edizione del convegno promosso dalla Sezione Energia di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, in collaborazione con Confindustria Energia, che si è svolta all'Aurum di Pescara. L'iniziativa ha messo a confronto istituzioni, mondo della ricerca e industria sulle prospettive del nuovo nucleare e sulle opportunità per il sistema produttivo italiano. Obiettivo: approfondire il contributo che le nuove tecnologie nucleari possono offrire alle strategie energetiche e industriali del Paese e dell'Europa. Dai nuovi modelli di reattori alle prospettive della filiera nazionale, il dibattito ha affrontato gli aspetti tecnologici, regolatori, economici e occupazionali di una possibile nuova stagione del nucleare. Un confronto che ha preso spunto anche da esperienze internazionali, come quella della Polonia. «Abbiamo approfondito l'esempio polacco – ha spiegato Cristiano D'Ortenzio, presidente della Sezione Energia di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico – perché la Polonia sta già implementando la tecnologia nucleare e ha abbinato alla propria politica energetica una politica industriale collegata. Sta quindi formando e integrando nella filiera tutte le competenze e le capacità di fornitura necessarie. Sicuramente si tratta di uno scenario di ampio respiro: fra una ventina d'anni potremo avere benefici sia sul piano energetico e occupazionale, sia in termini di ricadute sul PIL». Per Confindustria, il nucleare può rappresentare una componente strategica per sostenere lo sviluppo industriale e riportare l'Italia tra i Paesi più competitivi d'Europa. Una prospettiva resa possibile anche dall'evoluzione tecnologica, che ha introdotto importanti progressi nella sicurezza degli impianti, grazie alla ricerca sui materiali, all'innovazione dei sistemi di controllo e alla digitalizzazione. «I numeri dicono che le rinnovabili, da sole, non sono sufficienti a consentire il completamento della transizione energetica – ha dichiarato Stefano Monti, presidente dell'Associazione italiana nucleare (AIN) –. C'è quindi bisogno di un'energia di base che sia altrettanto decarbonizzata e che consenta di ridurre la dipendenza dall'estero, dalle forniture instabili e dai Paesi caratterizzati da situazioni geopolitiche problematiche. Dobbiamo quindi impegnarci per riportare il nucleare nel mix energetico nazionale». Un percorso che ha ricevuto un impulso anche sul piano politico e normativo. Il Governo ha infatti ottenuto il via libera definitivo alla legge delega che apre alla possibilità di un ritorno dell'energia nucleare in Italia, superando il quadro politico determinato dai referendum del 1987 e del 2011, nei quali gli elettori si erano espressi contro il nucleare. Con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti, il Senato ha approvato il disegno di legge, conferendo al Governo la delega per definire, attraverso successivi decreti attuativi, il quadro normativo necessario allo sviluppo del settore. Il provvedimento guarda in particolare alle tecnologie nucleari sostenibili e ai piccoli reattori, senza prevedere un ritorno ai grandi impianti tradizionali. La normativa dovrà disciplinare la produzione e l'utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile, la fabbricazione e il riprocessamento del combustibile, la disattivazione e lo smantellamento degli impianti esistenti, oltre alla gestione dei rifiuti radioattivi. L'obiettivo è anche quello di contribuire al raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050. Un cambiamento di prospettiva che, secondo Confindustria, rappresenta una sfida ma anche un'opportunità per il sistema industriale nazionale. «Adesso ci si rende conto, innanzitutto, delle caratteristiche del nuovo nucleare e dei diversi livelli di sicurezza con cui è possibile affrontare il tema, come peraltro sta facendo e ha già fatto gran parte del mondo – ha sottolineato Umberto Sgambati, vicepresidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico –. L'Italia, che un tempo era all'avanguardia, oggi si trova a dover rincorrere, ma abbiamo tutte le capacità e le possibilità per farlo».
L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 14:33
Direzione marittima di Pescara, cambio al vertice: Di Guardo subentra a Giannelli
Legalità, sicurezza, tutela del mare e collaborazione con le istituzioni al centro delle priorità della Guardia Costiera nel Medio Adriatico
Tutela della pesca, portualità, turismo, nautica da diporto, ambiente e sicurezza della navigazione: sono questi i principali ambiti di intervento della Direzione marittima di Pescara, realtà strettamente connesse tra loro. Questa mattina si è svolta la cerimonia del passaggio di consegne tra il capitano di vascello Daniele Di Guardo, nuovo direttore marittimo, e il contrammiraglio Daniele Giannelli. Presenti le autorità politiche e militari. Al centro del mandato del nuovo direttore marittimo ci sarà la continuità con il lavoro svolto finora, come ha sottolineato lo stesso Di Guardo. «La continuità è essenziale proprio per riprendere quello che è stato fatto, migliorarlo e dare risposte concrete a tutto il cluster marittimo. Il tema della legalità è molto importante a tutti i livelli e in tutti i settori di nostra competenza. Penso, per esempio, ai controlli sulla filiera ittica, sul demanio marittimo e sulla sicurezza a bordo delle navi: sono tutti aspetti che concorrono, per quella che è la nostra specificità, a garantire la legalità in ogni ambito». Alla cerimonia era presente anche il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, l'ammiraglio ispettore capo Sergio Liardo. «Dall'Abruzzo è decollata la mia carriera, quindi torno sempre con grandissimo piacere in questa realtà. È un privilegio essere qui in rappresentanza degli 11.400 uomini e donne del Corpo. Vogliamo ringraziare l'ammiraglio Giannelli per il lavoro svolto, insieme a tutta la Direzione marittima e al personale che presta servizio a Pescara. Quella del Medio Adriatico è una realtà impegnativa, nella quale svolgiamo anche una funzione di collegamento tra le diverse autorità locali. Abbiamo già siglato un protocollo d'intesa con la Regione Molise e lo faremo a brevissimo anche con la Regione Abruzzo. Sarà il nono accordo, finalizzato a rafforzare il ruolo della Guardia Costiera nei rapporti con le autorità locali e con il territorio, a favore della connettività». Parole di apprezzamento per il nuovo direttore marittimo anche da parte del contrammiraglio Daniele Giannelli, che ha tracciato un bilancio positivo della propria esperienza a Pescara. «Siamo colleghi molto uniti, siamo compagni di corso e abbiamo sempre lavorato bene insieme. C'è la massima sinergia tra noi e, nel periodo di affiancamento, Di Guardo ha dimostrato di voler proseguire lungo il percorso già tracciato». Giannelli ha quindi ripercorso il lavoro svolto, definendo l'esperienza «importante e affascinante». «Il bilancio è molto positivo. Mi sono anche divertito nel lavoro che ho svolto, che non è mai stato un peso. Penso di aver cercato di rispondere alle esigenze del territorio, seguendo le direttive e cercando di accrescere il valore della comunità». Tra le questioni più complesse affrontate durante il suo mandato, il contrammiraglio ha ricordato soprattutto la situazione del porto di Pescara, alle prese con problematiche annose e difficili da risolvere. «Ho cercato di dare il massimo, di fare il possibile per migliorare la situazione e agevolare l'attività del porto, garantendo ai pescatori la possibilità di svolgere il proprio lavoro. Il mare è importantissimo». Un impegno che ha riguardato anche la tutela del demanio marittimo e la vigilanza lungo le coste abruzzesi e molisane, caratterizzate da un litorale esteso e complesso da gestire. «Durante il periodo estivo è fondamentale assicurare la vigilanza balneare e demaniale, facendo rispettare le regole. È un compito abbastanza complicato». Con il passaggio di consegne si apre dunque una nuova fase per la Direzione marittima di Pescara, nel segno della continuità operativa e del rafforzamento della collaborazione con le istituzioni e gli operatori del territorio.
L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 14:08
Torna il Festival letterario “Teramo sul Contemporaneo”
Gli ospiti di quest’anno sono Mario Desiati e Alcide Pierantozzi
Fidapa Teramo torna a promuovere cultura sul territorio con il progetto “Teramo sul Contemporaneo” che vedrà in autunno due autori affrontare con i loro libri importanti temi legati alla sfera del difficile equilibrio tra realtà e malattia, senso di smarrimento, ricerca di salvezza, trauma, dolore, interiorità, umanità. Il primo ospite, nella Biblioteca Delfico è stato venerdì 6 novembre Mario Desiati (con Malbianco, Einaudi 2025), premio Strega 2022. Il prossimo 20 novembre nella Sala Ipogea sarà la volta di Alcide Pierantozzi (con Lo Sbilico, Einaudi 2025) finalista in prestigiosi Premi nel 2026 come lo Strega e il Campiello. Entrambi immersi in un dialogo con la storica dell’arte e insegnante Chiara Materazzo, promotrice del progetto affiancata da Dimitri Bosi, responsabile della Biblioteca di Teramo, e dal Gaetano Ruggieri, dirigente psicologo presso la Asl di Teramo. Tema Comune di quest'anno è il malessere inteso come disagio essenziale ed esistenziale, sofferenza interiore che si esprime nella malattia non solo intesa in senso patologico ma anche metaforico, malessere che passa attraverso il corpo come sintomo o sensazione/percezione che esprime instabilità e precarietà dell’io. Mario Desiati è scrittore, poeta, giornalista e curatore editoriale italiano, nato a Locorotondo nel 1977, presenta l'ultima opera Malbianco (Einaudi 2025), pubblicata nel 2025, vincitrice del premio Flaiano per la narrativa nello stesso anno, vanta un pregresso di notevole importanza: Premio Strega 2022 con il romanzo Spatriati (Einaudi 2021), annovera nella produzione La notte dell’Innocenza (Rizzoli 2015), Candore (Einaudi 2016), Con le ali ai piedi (Mondadori 2015), Mare di zucchero (Mondadori 2014), Il paese delle spose infelici (Mondadori 2008) dal quale è stato tratto l’omonimo film di Pippo Mezzapesa. Le sue opere sono tradotte in inglese, tedesco, francese, spagnolo, olandese e coreano. Alcide Pierantozzi è nato nel 1985 e vive a Colonnella, in Abruzzo. Ha esordito a ventun anni con il romanzo Uno in diviso (Hacca 2006, Bompiani 2022), a cui sono seguiti L'uomo e il suo amore (Rizzoli 2008), Ivan il terribile (Rizzoli 2012), Tutte le strade portano a noi (Laterza 2015) e L'inconveniente di essere amati (Bompiani 2020). Per Einaudi ha pubblicato Lo sbilico (2025) proposto dalla scrittrice Donatella Di Pietrantonio come finalista al Premio Strega 2026.
L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 13:50
Gli studenti teramani scendono in piazza
Denunciano la poca sicurezza delle scuole, i trasporti troppo costosi e le incertezze sul futuro degli istituti
La sicurezza delle scuole, i trasporti troppo costosi, le incertezze sul futuro degli istituti e la mancanza di dialogo con le istituzioni. Sono questi i motivi che hanno portato gli studenti teramani a scendere in piazza, giovedì, con un corteo partito alle 9 da largo San Matteo, che ha attraversato corso San Giorgio per raggiungere largo Madonna delle Grazie. Una manifestazione nata spontaneamente tra gli studenti, senza sigle politiche o sindacali, per chiedere interventi concreti su problemi che da anni condizionano la vita scolastica. Secondo gli studenti il sequestro e lo sgombero di Palazzo Delfico, avvenuti quando all'interno c'erano ancora gli studenti, hanno rappresentato una situazione molto spiacevole, ma hanno anche scoperchiato un vero vaso di Pandora. Sono emersi problemi che riguardano non soltanto l'edilizia scolastica, ma anche i trasporti, il benessere psicologico degli studenti e il dimensionamento scolastico che interessa Teramo e tutta la provincia. Gli studenti il dito soprattutto contro la mancanza di comunicazione da parte delle istituzioni: «Chiediamo trasparenza, chiarezza e informazioni precise sulle condizioni degli edifici e sui progetti che riguardano il futuro delle scuole. Lo scorso anno, ad esempio, la notizia della possibile demolizione del Montauti è arrivata improvvisamente, creando grande preoccupazione tra gli studenti. Dopo tutte le difficoltà incontrate per ricollocare quelli del Delfico, era inevitabile chiedersi dove sarebbero finiti anche gli altri ragazzi». Da qui la decisione di passare dalla protesta alla proposta. Studenti ed ex studenti hanno preparato un manifesto da presentare alla Provincia di Teramo, con l'obiettivo di ottenere l'apertura di un tavolo permanente di confronto. «Vogliamo un dialogo che non passi soltanto attraverso i rappresentanti istituzionali degli studenti, ma coinvolga direttamente anche i collettivi e tutti coloro che vivono quotidianamente la scuola. Le nostre richieste e i nostri bisogni vengono ignorati da almeno tre anni». La mobilitazione, che ha visto presenti circa una cinquantina di studenti, ha riportato al centro anche la questione del trasporto pubblico, con la richiesta di collegamenti più efficienti, tariffe accessibili e maggiori agevolazioni per gli studenti pendolari. Il messaggio lanciato dal corteo è chiaro: gli studenti non vogliono più essere semplici spettatori delle decisioni sul futuro delle loro scuole, ma chiedono di partecipare direttamente alle scelte che li riguardano.
L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 13:47
Abruzzo, aumentano i costi dell'energia: CNA chiede interventi
A fine anno, per CNA, gli aumenti sfioreranno i 30 miliardi di euro. Sul tema servono azioni concrete da Governo e Regione
L'aumento del costo dell'energia sta mettendo a dura prova il tessuto economico di gran parte dell'Italia. I dati rilanciati dall'indagine del VI osservatorio Edison-Censis, infatti, parlano di un vero e proprio allarme che, almeno in Abruzzo, spaventa le imprese, in massima percentuale di piccole dimensioni. Secondo gli ultimi dati in merito, in regione le micro e piccole imprese sarebbero circa il 97%, con le prime che rappresentano oltre l'82 % del totale. Con pochi dipendenti e un margine di profitto che viene ridotto ad ogni nuovo aumento del prezzo energetico, appare quanto mai evidente la necessità di un intervento strutturale sul tema. A rilanciare il dramma della crisi energetica e dei danni al sistema produttivo è stato il presidente di CNA Abruzzo Bernardo Sofia, che chiede misure urgenti e significative da parte delle istituzioni di governo in modo da contrastare un'ascesa che oggi appare senza freni. «Una visione realistica - spiega - vede le nostre stime parlare di un aumento di costi che, a fine anno sfiorerà i 30 miliardi di euro». «La prima richiesta – ricorda Sofia – è stata quella di inserire nei bilanci dello Stato del 2027 e 2028 un miliardo di euro per ciascuna annualità, cifre destinate a sostenere gli interventi per l’autoproduzione di energia da parte delle aziende». Un primo stanziamento, anche superiore alla richiesta, ci sarebbe già stato. Circa 1,2 miliardi di euro volti a calmierare i prezzi dell'energia per le imprese più fragili. «Adesso - spiega - occorre che siano rapidamente definiti e regolamentati i criteri per l’utilizzo, per capire chi possa beneficiarne ed entro quali limiti. Una misura di cui sentono la necessità soprattutto le realtà più piccole, che in questa spirale di aumenti sono inevitabilmente destinate a subire i contraccolpi più evidenti». Una richiesta di interventi istituzionali della CNA, che, però, non si limita al solo Governo. «Le risorse in materia di energia che la Regione mette in campo - va avanti Sofia - sono destinate ad esempio al rinnovo dei sistemi di riscaldamento, ma con incentivi che vanno ai privati cittadini: di questo, ovviamente, beneficiano indirettamente anche le imprese che si occupano di realizzare gli impianti. Diciamo allora che si tratta di misure che andrebbero ulteriormente incentivate e favorite, perché agiscono - conclude - dentro un perimetro di interventi che favorisce anche il mondo delle imprese».
L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 13:50
L'Aquila verso il 25esimo premio "Laudomia Bonanni": Raoul Schrott ospite d'onore
Il nome del poeta austriaco è stato rivelato durante la conferenza stampa per presentare il programma delle iniziative. Cerimonia finale il 21 novembre
Sarà il poeta austriaco Raoul Schrott l'ospite d'onore dell'edizione 2026 del premio letterario internazionale L'Aquila BPER Banca intitolato a Laudomia Bonanni.
Una edizione doppiamente importante e significativa: coincide infatti sia con l'anno da Capitale italiana della Cultura per il Capoluogo abruzzese sia con con il quarto di secolo di vita del premio "Bonanni", che taglia quindi il traguardo dei 25 anni.
La presenza di Raoul Schrott impreziosirà un programma particolarmente denso di iniziative.
Il 9 novembre si riunirà la giuria composta dagli studenti, seguiranno poi un incontro con la scrittrice Giulia Caminito (al liceo Cotugno il 13 novembre in mattinata) e, il giorno successivo, nel pomeriggio, al Ridotto del Teatro, il concerto che la Sinfonica proporrà per i 25 anni del Premio.
Poi, l'ultimo miglio del programma condurrà dal 19 al 21 novembre.
L'ospite d'onore arriverà all'Aquila, sarà presentato e incontrerà stampa e studenti; prevista poi la premiazione della sezione del premio dedicata ai detenuti.
Infine, il 21 novembre in mattinata, l'Auditorium del Parco ospiterà la cerimonia conclusiva del premio per le sezioni poesia edita e concorso dedicato agli studenti delle superiori aquilane.
E ci sarà anche una ulteriore novità: un documentario che racconta il quarto di secolo del premio.
In questo 25esimo anni il "Laudomia Bonanni" non finirà con le premiazioni mattutine del 21 novembre.
Ci sarà infatti una ulteriore coda nel pomeriggio.
Prevista una visita guidata a Palazzo Farinosi Branconi (sede del polo culturale Bper) con anche letture curate dal poeta Raoul Schrott.
Un momento per rinsaldare ancora di più il legame tra il premio Laudomia Bonanni e l'istituto di credito.
L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 13:39
A Teramo “Talenti che generano valore”
Un evento promosso da Fondimpresa Abruzzo
Talenti che generano valore. La formazione continua per la crescita di imprese e lavoratori”. L’iniziativa, promossa da Fondimpresa Abruzzo, che si è svolta a Teramo,«rappresenta ormai un appuntamento istituzionale consolidato – dichiara Francesco De Bartolomeis, Presidente di Fondimpresa Abruzzo – volto a promuovere una riflessione sul ruolo strategico della formazione continua nella valorizzazione delle competenze, nella crescita dei talenti e nel sostegno alle imprese e ai lavoratori nell’affrontare le trasformazioni che interessano il sistema economico e la società. Il confronto coinvolgerà rappresentanti del mondo istituzionale, economico e sociale, insieme alle testimonianze di alcune importanti realtà imprenditoriali del territorio abruzzese, con l’obiettivo di condividere esperienze e buone pratiche e di mettere in evidenza gli strumenti attraverso cui la formazione può generare valore per le persone e per le organizzazioni». Il confronto ha coinvolto rappresentanti del mondo istituzionale, economico e sociale, insieme alle testimonianze di alcune importanti realtà imprenditoriali del territorio abruzzese, con l’obiettivo di condividere esperienze e buone pratiche e di mettere in evidenza gli strumenti attraverso cui la formazione può generare valore per le persone e per le organizzazioni. Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione finanziata da Fondimpresa, il principale Fondo Interprofessionale nazionale costituito da Confindustria, CGIL, CISL e UIL, che rappresenta uno strumento concreto a supporto dell’innovazione e della capacità di adattamento delle organizzazioni. Il programma ha visto l’apertura dei lavori da parte del Presidente di Fondimpresa Abruzzo, Francesco De Bartolomeis, seguita da una tavola rotonda alla quale sono intervenuti Daniele Chiaravalle, Head of Production – Senior Director presso Dompé farmaceutici S.p.A., Stefano Cianciotta, capo di Gabinetto della Presidenza della Regione Abruzzo; Giammaria de Paulis, vice Presidente PI Confindustria, con delega a Persone, Formazione e Competenze; Franca Masciulli, responsabile del Servizio Alta Formazione e finanziamenti esterni dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN; Lucio Petrongolo, vice Presidente di Fondimpresa Abruzzo. Spazio anche alle testimonianze aziendali, con Luigi Nigliato, direttore Risorse Umane e HR Strategic Advisor di Molino e Pastificio De Cecco S.p.A., e Laura Volpe, Marketing
L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 13:39
AMA: nei primi sei mesi del 2026 si accorcia la forbice tra produzione e costi
Il dato esce fuori dal report per il controllo analogo che la municipalizzata dei trasporti ha consegnato al Comune dell'Aquila
Bilancio in chiaroscuro per la municipalizzata aquilana dei trasporti Ama, che mette nero su bianco il suo stato di salute nel documento semestrale per il controllo analogo trasmesso al Comune (socio unico dell'azienda).
Nel periodo gennaio-giugno 2026, rispetto al 2025, crescono sia il valore della produzione (da circa 4 milioni 800mila euro a oltre 5 milioni 300mila euro) sia i costi della produzione (da 5 milioni a circa 5 milioni e mezzo).
Il saldo totale tra le due voci (valore e costi) è quindi sostanzialmente in territorio negativo, ma AMA sta comunque recuperando terreno.
L'attuale squilibrio è di poco meno di 128mila euro a fronte di un dato 2025 che parlava invece di quasi 279mila euro.
A dare una mano a questo recupero c'è l'aumento del corrispettivo erogato dal Comune dell'Aquila ad AMA, passato dai 4 milioni 900mila euro del 2025 ai 5 milioni 400mila euro dell'anno in corso.
AMA però cammina anche con le sue gambe: infatti, a trainare la voce del valore della produzione della municipalizzata sono in particolare l'aumento di abbonamenti, biglietti giornalieri e biglietti orari (segno quindi che i cittadini si affidano al Tpl aquilano).
Sul fronte dei costi, invece, una buona parte della quota è appannaggio della voce "gasolio per autotrazione" (visto il sostanzioso aumento dei prezzi dei carburanti).
Infine, l'aspetto della liquidità.
AMA la vede aumentare: erano 86mila euro a giugno 2025, quest'anno invece il dato è salito a oltre 164mila euro.
Da tenere presente, poi, che AMA sta mettendo in campo un riassetto dei servizi di trasporto, per venire meglio incontro alle esigenze dei cittadini, e si sta pure muovendo per aumentare la pianta organica dei suoi autisti.
L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 13:36
Geografia satellitare ed algoritmi al centro dell'installazione "HUM?"
Fino a domenica l'opera di Riccardo Giovinetto all'Aquila. L'obiettivo è dare una sfaccettatura particolare al tema del "confine"
L'Aquila accoglie un altro tassello nel mosaico delle iniziative per Capitale italiana della Cultura 2026.
Fino a domenica, la sala Caputo di palazzo Spaventa ospita "HUM?".
Si tratta di una installazione audiovisiva firmata da Riccardo Giovinetto, che mette insieme geografia ed algoritmi.
Infatti, sui quattro schermi che compongono l'opera scorrono senza soluzione di continuità delle immagini satellitari che in tempo reale vengono processare e fuse insieme per creare panorami sempre nuovi e diversi.
Trasformazioni accompagnate da un tappeto sonoro fatto di voci e registrazioni ambientali.
Insomma, vista ed udito vengono stimolati da un vero e proprio caleidoscopio di territori in movimento che, a un livello più profondo, vuole spingere chi guarda "HUM?" a riflettere sul concetto di "confine".
L'installazione è l'opera più recente di Riccardo Giovinetto ed è arrivata all'Aquila (nell'ambito pure del progetto "Immaginare la città" promosso, tra gli altri, da Anica Academy ETS) dopo aver fatto tappa ad Istanbul, Madrid e Roma.
A Palazzo Spaventa "HUM?" sarà visitabile a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Gli orari di apertura per la tre giorni aquilana saranno compresi nella fascia tra le ore 10 e le 18.
L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 13:32
ADHD: la sinergia tra Asl 1, scuola e famiglia
Al centro del convegno le pratiche più innovative per trattare questo diffuso disturbo del neurosviluppo
Si chiama disturbo da deficit di attenzione e iperattività, meglio noto come ADHD, ed è un disturbo del neurosviluppo che, negli ultimi anni, è particolarmente sensibilizzato dalla medicina proprio perché riguarda una larga fetta della popolazione. Sarebbero 1,2 milioni gli italiani coinvolti, di cui la massima percentuale in età adulta, e i dati indicano una crescita di nuovi casi dovuta, in larga parte, alla maggiore attenzione clinica dedicata al tema.
La Asl 1 ha messo questo disturbo al centro di una giornata di confronto, tra sintomi, trattamenti e l'essenziale sinergia tra famiglia, scuola e servizi sanitari. Si tratta, infatti, di un disturbo che nell'immaginario collettivo è spesso legato all'infanzia ma, come approfondito durante la mattinata, in realtà accompagna la persona lungo tutto l'arco della vita.
«Con questo convegno, in cui sono presenti la scuola, la ASL e gli enti locali - spiega la direttrice del dipartimento di Salute mentale della Asl 1 - si cerca di far sì, comunicando tra di noi, di migliorare la qualità di vita di questi ragazzi che presentano l'Adhd e delle loro famiglie perché al centro degli interventi, secondo il modello biopsicosociale - chiude - ci deve essere il ragazzo e la famiglia».
«Da gennaio a settembre - spiega la logopedista di neuropsichiatria infantile, Paola Petrucci - abbiamo un più 63% di diagnosi di Adhd e questo è un dato locale evidente. Fondamentale coinvolgere anche i genitori in quanto l'attività che noi svolgiamo con i bambini deve essere riportata anche al di fuori perché il bambino - conclude - deve autoregolarsi al di fuori e questo lo fa soltanto con l'aiuto, non solo nostro, ma anche dei genitori».
Al centro della giornata anche le nuove metodologie di intervento attivate sul territorio dell'azienda sanitaria. Tra queste troviamo la riabilitazione in gruppo e la psico educazione con parent training di gruppo.
«Mettiamo sempre il bambino al centro della riabilitazione - spiega la terapista della neuropsicomotricitá dell'età evolutiva Rosy Cacciatore - ma poi c'è la scuola, il pediatra, il neuropsichiatra infantile e poi la famiglia. Quella che noi definiamo la rete che si deve creare intorno a questi bambini. La prospettiva futura - conclude - sarebbe quella di ampliare, di fare più cicli a settimana magari all'interno dell'anno perché noi attualmente ne facciamo due però sarebbe quello appunto di aumentare». «Cerchiamo anche di fare da legante tra scuola e genitori - ci spiega Manuela Sabini, tecnico di riabilitazione psichiatrica - perché purtroppo nell'Adhd la scuola è effettivamente molto impattante. I genitori sentono molto ma veramente molto la pressione sociale data dai fallimenti che i bambini hanno a scuola».
Massima attenzione, nel corso del momento di confronto, è stata dedicata alla necessaria sinergia tra il servizio sanitario, le famiglie e la scuola, perché spesso il disturbo può rendere particolarmente complessa la gestione anche delle attività più ordinarie.
L'Abruzzo e, più nello specifico la ASL 1, hanno portato avanti un importante percorso di avvicinamento tra i vari poli di azione, testimoniato anche dalla presenza dei vertici dell'Ufficio scolastico regionale.
L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 12:48
Un falso allarme chiuso senza pericoli a Charleroi per un volo da Pescara
La scritta bomba nei bagni ha fatto scattare le verifiche con i cani antiesplosivo sui passeggeri
Nel primo pomeriggio di oggi un volo della compagnia Ryanair partito da Pescara e diretto allo scalo belga di Charleroi è finito al centro di una procedura d'emergenza a causa di una scritta trovata a bordo. La comunicazione ufficiale è arrivata direttamente dalla direzione aeroportuale belga attraverso le agenzie di stampa locali. L'allarme è scattato alle tredici e tredici quando il personale di volo ha notato la parola bomba tracciata all'interno dei servizi igienici dell'aeromobile. Questa scoperta ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza previsti per simili eventualità senza che si creassero situazioni di panico tra le persone a bordo. Le autorità dello scalo hanno gestito la situazione ordinando lo sbarco progressivo di tutti i passeggeri presenti sul velivolo. Ogni persona è stata sottoposta a controlli individuali approfonditi alla presenza costante delle unità cinofile specializzate nella rilevazione di esplosivi. Contemporaneamente gli operatori hanno proceduto alla bonifica e all'ispezione minuziosa di tutti i bagagli stivati nella stiva e di quelli a mano portati in cabina dai viaggiatori. Le operazioni di controllo si sono concluse con l'esito negativo e le autorità hanno potuto escludere qualsiasi pericolo reale per la sicurezza pubblica. La scritta ritrovata nel bagno si è rivelata dunque soltanto un falso allarme che ha comunque richiesto l'applicazione integrale delle rigide procedure di sicurezza aeroportuale previste in territorio belga. I passeggeri dopo aver completato tutte le verifiche di rito hanno potuto riprendere la normale circolazione all'interno dello scalo mentre la polizia ha avviato i primi accertamenti per risalire all'autore del gesto da idioti che ha fatto scattare l'allarme a bordo dell'aereo proveniente dall'Abruzzo.
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 19:53
D'Amico apre a Chieti Scalo il comitato verso le suppletive del 15 e 16 novembre
Cinque punti sul territorio, da Pizzoferrato a Vasto. Alcuni volontari hanno prestato anche i locali
Luciano D'Amico ha inaugurato, ieri pomeriggio, la nuova sede del suo comitato elettorale, in vista delle elezioni suppletive per la Camera dei deputati nel collegio della provincia di Chieti. Si vota domenica 15 e lunedì 16 novembre, fra dieci giorni. In palio c'è un solo seggio. Nelle suppletive gli elettori del collegio scelgono chi deve sostituire un parlamentare che ha lasciato il posto, e vince il candidato che prende più voti degli altri. Per entrare in cabina servono la tessera elettorale e un documento d'identità valido. Chi si presenta senza uno dei due non può votare, perciò conviene controllare i documenti prima di andare al seggio. La sede di Chieti Scalo si aggiunge al comitato diffuso, che aveva già un punto in Piazza Valignani e altri a Pizzoferrato, a Guardiagrele e a Vasto. In tutto fanno cinque indirizzi. Invece di un unico quartier generale, D'Amico ha scelto di distribuire la campagna su più località, e la scelta si vede sulla carta per il semplice motivo che Vasto è sulla costa adriatica, Guardiagrele e Pizzoferrato stanno nell'entroterra, ai piedi della Maiella. Il comitato, spiega, non è una semplice sede elettorale ma un luogo in cui partecipare, informarsi e confrontarsi. Nelle intenzioni del candidato, ogni sede serve a discutere, non soltanto a organizzare la campagna.
Il candidato ha ringraziato i volontari che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze professionali. In alcuni casi hanno prestato anche i locali in cui oggi si trovano le sedi. La provincia di Chieti, ricorda D'Amico, è molto grande, e il comitato diffuso nasce anche da questa constatazione. Vasto è tra i centri più popolosi, Pizzoferrato tra i più piccoli, e i due indirizzi hanno lo stesso peso nella rete.
Per D'Amico il modello ha anche un significato politico. Le realtà più grandi, dice, devono fare da apripista a quelle più piccole, così che tornino a crescere. Poi conclude con un richiamo alla storia locale: «Vogliamo tornare a essere una comunità unita e partecipe per il cambiamento, come la provincia di Chieti ha già dimostrato di saper fare nella sua gloriosa storia».
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 19:49
Ricostruzione, gli ingegneri chiedono un tavolo tecnico per Chieti e Bucchianico
Il confronto sollecitato riguarda parcelle professionali, livelli di danno e controlli di congruità
Un confronto tecnico prima dell’efficacia definitiva del protocollo. È la richiesta della Federazione regionale degli Ordini degli Ingegneri d’Abruzzo e dei quattro Ordini provinciali sul documento che regola i compensi dei professionisti nella ricostruzione privata di Chieti e Bucchianico, dopo gli eventi meteorologici del 2023. Il testo è stato approvato dalla Cabina di coordinamento regionale con l’Ordinanza numero 4. Gli ingegneri condividono gli obiettivi della Struttura commissariale e del presidente della Regione, Marco Marsilio: uniformare le procedure, renderle trasparenti e accelerare gli interventi. Contestano i tempi dell’esame. La Federazione aveva chiesto una proroga, ritenendo insufficienti i sette giorni concessi per valutare una materia con implicazioni tecniche, contrattuali e deontologiche. La richiesta non è stata accolta e lo schema è passato prima che gli Ordini potessero discutere e presentare le proprie modifiche. Il protocollo stabilisce i criteri per calcolare i compensi dei tecnici che progettano e seguono i lavori finanziati con contributi pubblici. Regole poco chiare possono creare incertezze nelle pratiche e rallentare il recupero degli edifici. Il punto è evitare che criteri diversi producano valutazioni disomogenee tra le pratiche presentate dai proprietari. La Federazione ha inviato una nota al Commissario straordinario e chiesto un tavolo tecnico urgente. Le proposte riguardano l’applicazione dei parametri del decreto ministeriale 140 del 2012, la classificazione degli interventi, dai danni lievi alla demolizione, e le modalità per ottenere i visti di congruità, le verifiche sulla correttezza dei compensi richiesti. L’Ordinanza è ora sottoposta al controllo preventivo degli organi competenti. Secondo gli ingegneri, resta ancora spazio per correggere il testo prima dell’efficacia definitiva. La Federazione si dice disponibile a un confronto immediato con la Struttura commissariale. L’obiettivo dichiarato è tutelare la qualità degli interventi, il lavoro dei professionisti e i diritti dei cittadini che attendono i contributi. Nota a margine: Danilo Ranieri, candidato alle suppletive di Chieti del 15 e 16 novembre per Italia Domani Marco Rizzo, propone un Fondo di intervento immediato contro il dissesto idrogeologico. Le risorse permetterebbero ai sindaci di affrontare rapidamente allagamenti, danni alle proprietà ed emergenze causate dal maltempo, affiancando gli interventi urgenti alla prevenzione. In buona sostanza, Ranieri propone di finanziare il fondo con una quota degli utili delle società partecipate statali, senza costi per i contribuenti.
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 19:45
"Next Gen 2.0": il progetto del rugby aquilano accoglie anche Paganica
Obiettivo valorizzare i settori giovanili e dare opportunità anche nelle massime serie ai rugbisti di domani
Il progetto "Next Generation" aggiunge un ulteriore tassello ad un mosaico che parla di valorizzazione sportiva di una città che, con la palla ovale, ha un rapporto molto importante. Il nome diventa "Next Gen 2.0", e all'iniziativa per i giovani rugbisti del territorio aquilano, oltre al classico duo formato da Rugby Experience e LA Rugby L'Aquila, accoglie anche il team di Paganica.
«Le prospettive secondo me - spiega il presidente del Paganica Rugby Antonio Rotellini - sono ottime. Anzi io penso che queste sinergie fra le varie società saranno la base per costruire una rete che consenta proprio di mettere a fattor comune esperienze e competenze per dare ai ragazzi opportunità di stare anche nelle massime serie nel momento in cui sono sono maturati. Ripongo molte speranze in questa esperienza perché penso che - conclude - partendo dai giovani si possa veramente ricostruire e dare un futuro solido al rugby aquilano».
Un momento di sinergia che guarda al futuro dello sport ma anche al presente dei giovani rugbisti aquilani, che potranno beneficiare, per il terzo anno consecutivo, di un percorso ben strutturato che renda possibile affacciarsi alle prime squadre, che militano nelle massime serie Italiane.
«Non parliamo di campioni - apre il coordinatore del progetto, Alessandro Cialone - parliamo proprio di valori e di principi che abbiamo riscontrato con le due società fino ad oggi. Sono gli stessi che portiamo avanti con fatica, ognuno nel suo, tra le tre società che vivono la loro vita in maniera autonoma. Però inserendo appunto questo progetto riescono a condividere esperienze e collaborare per aumentare l'offerta formativa - chiude - per i ragazzi stessi».
Nessuno spazio per l'antisportivitá ma, in vista di un appuntamento sportivo particolarmente caldo, resta l'anima competitiva di due team che si troveranno faccia a faccia sul campo.
«Le rivalità è giusto che ci siano ed è giusto che restino - spiega Mauro Scopano, presidente della LA Rugby L'Aquila - perché domenica abbiamo il derby, quindi figuriamoci se non siamo proprio in un contesto migliore per poter dire quanto poi il tifo debba rimanere separato e direzionato. Però ecco, al di là di questo, ci deve essere una collaborazione fattiva tra le società e l'obiettivo di tutti deve essere quello di massimizzare il valore del territorio. Inoltre dovremo fare emergere più giovani possibili da questo territorio perché - conclude - ce ne sono veramente tanti».
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 19:24
Mafia e droga, gli indagati scelgono il silenzio
Scena quasi muta oggi dei 20 arrestati nell'operazione Metamorfosi, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip dell'Aquila
Parlano in 3 su 20 davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Marco Billi, per 4 l’interrogatorio è stato spostato a domani su richiesta del difensore, mentre in 13 sono rimasti in silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Tra loro, primo ad essere collegato in remoto dal carcere, Ivano Antonio Di Marco, mafioso ed ex detenuto che dell’organizzazione criminale smantellata dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila con l’operazione Metamorfosi, era uno dei capi. Nel bar Asso di Cuori, in piazza Garibaldi, in pieno centro a Sulmona, che aveva acquistato dopo essere uscito di galera, aveva stabilito la sua sede operativa e di copertura, secondo uno schema mafioso che si vantava di aver instaurato in Abruzzo, dove aveva deciso di restare a vivere. E’ lui, secondo gli inquirenti, insieme al sulmonese Massimiliano Le Donne, che sarà interrogato domani, il vertice del sodalizio che deteneva il monopolio dello spaccio di droga. Una lunga serie reati che negli ultimi due anni avevano segnato il capoluogo peligno, non solo con la diffusione smisurata di droga nelle strade, ma anche con truffe, estorsioni, usure e intimidazioni esercitate anche con l’uso delle armi e con la progettazione di attentati dinamitardi. Auto bruciate nella guerra tra bande per il controllo del territorio e colpi di pistola scaricati sui portoni delle case di chi tradiva. I legali hanno chiesto tempo per visionare le carte e poter strutturare la difesa in relazione al corposo fascicolo disegnato dalla procura, mentre a parlare, decidendo di rispondere alle domande del magistrato, sono state tre figure minori dell’organizzazione di stampo mafioso. Dichiarazioni, le loro, che non hanno certo cambiato gli scenari e smontato una delle indagini più importanti e clamorose in Valle Peligna. Ora si attendono gli interrogatori dei 4 rimasti, soprattutto di Massimiliano Le Donne, ma la linea sembra che sarà quella del silenzio anche per loro. Il 12 novembre sarà quindi la volta degli altri 12 indagati nell’inchiesta e che sono rimasti a piede libero in attesa dell’interrogatorio preventivo. Per 3 di loro la procura ha chiesto la custodia in carcere.vSul caso, che ha scosso Sulmona, intanto, sono intervenuti la senatrice Gabriella Di Girolamo che chiede di fare piena luce sulla vicenda e il vescovo Michele Fusco che chiede un’alleanza forte e visibile con tutta la comunità educante: “C'è da riflettere con onestà sulla fragilità delle nostre comunità – dice -. Non possiamo limitarci a delegare la lotta al male esclusivamente a chi indossa una divisa o una toga”. Perché la mafia esiste, anche a Sulmona.


