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Legge di Bilancio: scontro PD-FDI sulle risorse destinate al cratere 2009
Il capogruppo Scimia: «Dal Governo Meloni risorse stabili e programmazione pluriennale»
Prosegue a L’Aquila il dibattito sulle cifre stanziate per il cratere 2009 nella legge di Bilancio attualmente all’esame del Parlamento, che destina al territorio 19,7 milioni per il triennio 2027-2029.
Dopo l’attacco del segretario del Partito democratico cittadino Nello Avellani, che ha contestato al sindaco Pierluigi Biondi una «narrazione strumentale» in merito al rapporto con il governo Meloni, ricordando i miliardi stanziati in passato dai governi Renzi e Conte, arriva la replica del capogruppo di Fdi, Leonardo Scimia.
«Il Partito democratico ha un problema con la vicinanza del governo all’Aquila. Noi, semmai, lo avremmo con la lontananza. Che lo Stato continui a camminare al fianco di una città che ricostruisce dovrebbe essere motivo di soddisfazione per tutti. Il Pd, invece, la trasforma in un capo d’accusa», si legge nella nota. Avellani, in particolare, aveva richiamato i 5,1 miliardi di euro stanziati dal Governo Renzi con la legge di bilancio del 2015 e i successivi 2,75 miliardi assicurati dal Governo Conte con la finanziaria del 2021. Risorse che, secondo la ricostruzione delle opposizioni, hanno sostenuto la ricostruzione pubblica e privata e gli interventi per lo sviluppo economico e sociale del cratere 2009. «I 2,75 miliardi del governo Conte che oggi il Pd rivendica non sono caduti dal cielo», replica Scimia, che ricorda l’appello ‘Non fermate la ricostruzione’, promosso dal sindaco e sottoscritto da 56 primi cittadini del cratere e dal presidente della Regione, Marco Marsilio, che nel febbraio 2020 fu consegnato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere al governo 4 miliardi. Il capogruppo evidenzia, infine, il cambio di passo con il Governo Meloni: superata la precarietà dei fondi da rifinanziare di anno in anno, si sarebbe passati a una programmazione pluriennale che garantisce risorse stabili — 10 milioni l’anno strutturali più altri 5 per il prossimo triennio — permettendo all’ente di approvare i bilanci in anticipo. Tra i finanziamenti citati figurano i 19 milioni per la Scuola nazionale dei Vigili del fuoco di Sassa e i 5 milioni per il Teatro Comunale.
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 16:53
Nuova Pescara: Spoltore chiede di accelerare sulla ripetizione del referendum
Il capogruppo del M5S a Pescara Paolo Sola: «La mozione insulta l'intelligenza dei cittadini»
«Un documento politicamente indecente», così il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Pescara, Paolo Sola, in merito alla mozione discussa in Consiglio Comunale a Spoltore per chiedere di accelerare sulla ripetizione del referendum per la nascita della Nuova Pescara. La mozione descrive il referendum del 2014 un "voto al buio", definizione che secondo Sola andrebbe interpretata come un vero e proprio insulto all'intelligenza e alla consapevolezza delle decine di migliaia di persone che si espressero democraticamente a favore della fusione. «E il paradosso - prosegue Sola - è che a mettere in discussione quella scelta sono proprio gli esponenti di una classe politica che, per oltre un decennio, non è stata capace di darle attuazione». Per il pentastellato si tratta di un «cortocircuito istituzionale che ha dell'incredibile»; nel documento inoltre si legge di un presunto deficit di rappresentatività democratica' basato sulla differenza tra le denominazioni "Nuova Pescara" e "Pescara". Secondo l'esponente pentastellato, si tratta di un tentativo di mettere in discussione una scelta democratica già espressa dai cittadini, dopo dodici anni di ritardi e ostacoli. Il pensiero del consigliere pescarese è chiaro: il principale ostacolo alla fusione non è mai stata la volontà dei cittadini, bensì l'assenza, di una parte della classe dirigente locale, di spirito conciliativo. «Siamo alla ricerca disperata di qualsiasi appiglio pur di non assumersi la responsabilità di realizzare ciò che i cittadini hanno già deciso. La democrazia non è un sondaggio da ripetere finché non si ottiene il risultato desiderato – conclude Sola –. Chi oggi invoca un nuovo referendum non sta restituendo la parola ai cittadini: sta cercando di togliere valore a quella che hanno già espresso».
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 16:48
Inchiesta della Procura, il Liceo Curie di Giulianova rischia la chiusura
Si teme l’effetto domino per tante altre scuole della provincia di Teramo
Una nuova tegola cade sulle scuole teramane. Dalla Procura partita infatti la maxi inchiesta sulla sicurezza degli edifici scolastici dopo il terremoto del 2016. Nel fascicolo che vede indagati i tre presidenti della Provincia degli ultimi dieci anni per l’edificio che ospita il liceo scientifico Curie di Giulianova che, secondo la Procura, dal 2017 doveva essere chiuso per criticità di carattere sismico e statico. Nell’inchiesta a firma del procuratore Ettore Picardi sono indagati l’attuale presidente Camillo D’Angelo, i suoi predecessori Diego Di Bonaventura e Renzo Di Sabatino e cinque dirigenti dell’ente tra attuali ed ex. A tutti viene contestato il reato di omissioni d’atti d’ufficio e ai dirigenti anche quello dell’omissione di lavori in edifici che minacciano rovina. «Come noto la Procura - commenta il presidente D’Angelo - sta indagando su tutti gli edifici, non solo le scuole di questa provincia. Negli ultimi tre anni ho attivato immediatamente tutto ciò che era necessario sia per quanto riguarda la ricostruzione post-sisma sia per ciò che non era coperto da ricostruzione post-sisma, cioè con finanziamenti della Provincia. Abbiamo fatto tutto ciò che era necessario per capire quale era lo stato degli edifici, gli interventi da fare e la messa in sicurezza. Tra questi posso citare l'ultimo mutuo di 10 milioni che riguarda, tra le altre cose, anche la messa in sicurezza per l'impianto antincendio e l'impianto elettrico. La provincia sta cercando di collaborare per garantire edifici in sicurezza a tutti gli alunni. Collaboriamo anche con la Procura e con i nostri uffici che cercano in ogni caso e in ogni modo di dare risposte rispondenti alla norma. Noi siamo sempre aperti e disponibili, trasparenti a tutto ciò che può essere un confronto, che possa aiutare anche i genitori a avere chiarezza, perché qualche genitore si chiede se le condizioni degli edifici sono o non sono sicure, se di fatto è solo una procedura amministrativa o meno. Noi cerchiamo di fare tutto il necessario e di mettere immediatamente le somme che sono richieste per dare risposte e quindi fare gli interventi. Non ci siamo mai lamentati del fatto che comunque la norma esiste e quindi deve essere rispettata». Di conseguenza c’è il rischio che anche il Liceo Marie Curie di Giulianova possa essere sottoposto a sequestro. «Ci adopereremo anche per fare quanto necessario per evitare che nascano e nel futuro ci siano situazioni come quelle del Delfico. Al momento il Curie i tecnici della Provincia, i tecnici incaricati non riscontrano un rischio di evacuazione. È normale ed evidente che quando ci sarà, se ci sarà, speriamo mai un altro caso per il quale c'è la necessità di sfollare e noi lo faremo immediatamente. Io mi attiverò immediatamente anche per prendere edifici sostitutivi o altri edifici Jolli, chiamiamoli così. Di fatto stiamo già indagando sul territorio provinciale per evitare troppe difficoltà nella gestione della riorganizzazione scolastica e soprattutto per evitare, come è successo con il Delfico, che ci siano dei carichi urbani troppo elevati. I tecnici diranno se la scuola è da evacuare o che non è sicura o che è a rischio crollo. A quel punto, immediatamente, evacueremo e chiuderemo la scuola e troveremo una soluzione alternativa. Se ci dovesse essere un fenomeno per il quale qualcuno, un tecnico, un dirigente, ravvede un eventuale, anche minimo, rischio di crollo, noi immediatamente chiuderemo e andremo altrove, andremo a un altro sito, anche purtroppo con i disagi annessi e connessi che già conosciamo con le vicende Delfico. Anche a livello di documentazione siamo tranquilli. Tutte le procedure sono attivate. Parliamo di documenti elaborati e progetti che per essere redatti hanno bisogno di tempo, tanto tempo, molte prove. Abbiamo visto che con il Delfico abbiamo impiegato un anno a fare tutte le prove, a fare le elaborati, non sono edifici piccoli e né documenti semplici. Comunque c'erano già nel 2017, sono stati aggiornati, elaborati, rivisti dove necessario naturalmente in tutti quanti i casi. Noi siamo a lavoro in maniera continua, lo dimostrano i tanti finanziamenti che abbiamo stanziato oltre quelli che c'erano sulle scuole. Non ci siamo mai fermati da questo punto di vista per dare a questa comunità, quella della provincia, scuole degne del nome. Il presidente della Provincia si dice tuttavia preoccupato per la possibilità che questa vicenda possa avere un effetto domino e che quindi altre scuole rischierebbero lo sgombero. «Sono molto preoccupato per un effetto domino perché credo che ci possa essere anche l'eventualità di altri casi simili a quelli del Delfico e questo non è da escludere. È evidente però che in questo solo il governo può essere la vera soluzione, perché il governo è l'unico che può darci le risorse per poter pensare a stanziamenti importanti che possano darci una prospettiva più stabile. La provincia può agire solo in caso emergenziale, non ha somme per fare scuole o nuove scuole o aggiustare quelle esistenti. Vi faccio un esempio tra tutti. Questa mattina si stava discutendo di un progetto noto, quello di via San Marino, quello dell’ex Ipsia, che è passato da 13 milioni del primo affidamento sui studi di fattibilità a quasi 23 milioni. Quindi è evidente che sono cifre che la Provincia non può e non avrà mai, neanche con i finanziamenti, Quindi questo è un caso nazionale, un caso politico, un caso che va oltre le competenze amministrative, che andrebbe discusso, analizzato. E soprattutto c'è bisogno di una risposta che sia definitiva e non più emergenziale o transitoria, perché la scuola non può avere la forma della temporaneità».
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 15:42
Molestie olfattive a Città Sant’Angelo, ARPA smentisce la ricostruzione di Perazzetti
La denuncia del vicepresidente Antonio Blasioli insieme al gruppo consiliare CSA Visione Comune
Resta senza una risposta il problema dei cattivi odori che da tempo interessano diverse zone di Città Sant’Angelo. Una questione sollevato dal Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, che con il gruppo consiliare CSA Visione Comune denuncia ritardi e chiede accertamenti concreti. «Lo scorso 18 settembre – dichiarano i Consiglieri Comunali del Gruppo CSA Visione Comune–, attraverso un post pubblicato sui social, il Sindaco Perazzetti aveva rassicurato i cittadini sostenendo che, a seguito delle verifiche e delle indagini effettuate, ARPA avrebbe comunicato che gli odori segnalati non provenivano dal territorio comunale di Città Sant’Angelo, bensì da aree dei Comuni limitrofi. Una ricostruzione che oggi trova una netta smentita nella risposta ufficiale della stessa Agenzia». La stessa ARPA Abruzzo, tuttavia, in una comunicazione ufficiale, smentisce quanto dichiarato dal sindaco. «Successivamente all'incontro del 24/10/2025, agli atti di ARPA non risulta pervenuto, da parte del Comune, né l'atto conclusivo del procedimento di screening iniziale di significatività né una richiesta formale di attivazione del Tavolo tecnico», si legge nella nota dell'Agenzia. Non solo; secondo quanto dichiarato dai consiglieri di minoranza, dagli atti emerge che il Comune di Città Sant'Angelo non avrebbe completato le procedure preliminari necessarie per avviare gli approfondimenti tecnici. Spettava all'Amministrazione, infatti, completare una prima fase di screening attraverso la raccolta sistematica delle segnalazioni, le verifiche sul territorio e gli eventuali sopralluoghi, per poi procedere alla richiesta formale di attivazione del Tavolo tecnico interistituzionale. «Un ritardo difficilmente comprensibile, soprattutto considerando che non parliamo di un fenomeno nuovo, ma di una problematica che si ripresenta da anni e che continua a compromettere la qualità della vita dei residenti», incalza Blasioli. Intanto, tra il 16 e il 27 settembre 2026, il sistema NOSE ha registrato 23 segnalazioni, alcune con il massimo livello di intensità. «Chiediamo pertanto all'Amministrazione Perazzetti -proseguono il Vicepresidente Blasioli e il gruppo consiliare CSA Visione Comune- di chiarire su quali elementi poggino le dichiarazioni del 18 settembre scorso e soprattutto per quali ragioni, a distanza di più di un anno da quella Commissione consiliare, non risulti ancora conclusa la fase di screening prevista dalla normativa regionale». «È necessario completare senza ulteriori ritardi gli adempimenti di competenza comunale e richiedere formalmente l'attivazione del Tavolo tecnico, affinché ARPA e gli altri enti coinvolti possano svolgere gli approfondimenti necessari -concludono-. I cittadini di Città Sant’Angelo hanno diritto a risposte fondate su accertamenti, non su rassicurazioni premature. Dopo anni di segnalazioni e disagi, è arrivato il momento di passare dagli annunci ai fatti».
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 15:16
Elezioni amministrative 2027 Azione si struttura a Martinsicuro
Giorgetti è il nuovo commissario cittadino. Al centro del confronto le criticità della città
Azione scende in campo a Martinsicuro. Il segretario provinciale Alessio D’Egidio ha annunciato che il partito si strutturerà nel territorio comunale in vista delle prossime elezioni amministrative, presentando il nuovo Commissario cittadino Prof. Alcide Giorgetti, cui spetterà il compito di guidare la costruzione della sezione locale. La responsabilità della sezione giovanile è stata affidata al Dott. Tommaso Marini. Al centro del confronto, la situazione politico-amministrativa della città e le difficoltà che il territorio si porta dietro da tempo: la gestione urbanistica e il consumo di suolo, la tutela della fascia costiera, i servizi ai cittadini e la tenuta di un’economia fortemente segnata dalla stagionalità. Temi concreti, che secondo Azione rischiano di restare sullo sfondo in un dibattito pubblico già quasi interamente concentrato sulla contesa per i nomi dei candidati a sindaco. È esattamente da qui che il partito intende segnare la differenza. «A Martinsicuro si discute da mesi di candidature e di equilibri interni alle coalizioni, mentre nessuno dice ai cittadini che cosa intende fare di questa città nei prossimi cinque anni» — dichiara il Segretario provinciale Alessio D’Egidio. «Noi partiamo dall’altro capo: prima il programma, poi i nomi. Azione si struttura a Martinsicuro per offrire finalmente un’alternativa seria, costruita sui fatti e sulla programmaticità, non sulle alleanze dell’ultimo minuto. Significa un metodo preciso: mesi di ascolto reale di cittadini, imprese e associazioni. Non promesse. Questa città ha bisogno di competenza amministrativa e di visione di lungo periodo, due cose che il bipolarismo locale ha smesso da tempo di garantire. Chi vorrà misurarsi con noi lo farà sui contenuti: è l’unico terreno che ci interessa». Per il Consigliere regionale Enio Pavone: «Martinsicuro è una delle porte d’ingresso dell’Abruzzo e merita una classe dirigente all’altezza, capace di dialogare con la Regione su infrastrutture, costa e sviluppo: il nostro impegno sarà anche quello di portare le istanze di questo territorio dove si decide». La consigliera provinciale Gabriella Recchiuti aggiunge: «La Val Vibrata e la costa nord vivono problemi comuni che nessun Comune può risolvere da solo, e Azione vuole essere il luogo in cui questi territori tornano a fare squadra invece di procedere in ordine sparso». Netto il responsabile provinciale Enti Locali Giuseppe D’Alonzo: «Un’amministrazione si giudica dalla sua capacità di mettere a terra le risorse e di far funzionare la macchina comunale, ed è su questo — non sugli annunci — che chiederemo conto e porteremo le nostre proposte». Il nuovo commissario cittadino Alcide Giorgetti ha illustrato il percorso che attende il partito: «Accolgo questo incarico con senso di responsabilità e con un obiettivo chiaro: costruire una sezione aperta, radicata e credibile. Nelle prossime settimane avvieremo il tesseramento e apriremo il confronto con tutte le energie cittadine, professionali e associative della città che condividono un’idea di buona amministrazione. Non siamo interessati a occupare caselle né a rincorrere schieramenti già scritti: vogliamo costruire una proposta di governo credibile per Martinsicuro, con persone competenti e un programma che si possa verificare punto per punto. Chi ha voglia di contribuire troverà le porte aperte». Infine Tommaso Marini, nuovo responsabile della sezione giovanile: «Martinsicuro subisce ogni anno un’emorragia silenziosa di ragazzi che partono per studiare o per lavorare e non fanno ritorno, e nessuno sembra considerare l’emergenza politica che è. Noi la consideriamo tale. La sezione giovanile nasce per restituire ai ventenni di questa città una sede effettiva di rappresentanza, non una vetrina: lavoreremo su casa, mobilità, stagionalità del lavoro e luoghi di aggregazione, con proposte scritte e verificabili». «Ma riavvicinare i giovani alla politica impone anche di raggiungerli dove effettivamente risiede il loro tempo, e oggi quel luogo sono i social» — prosegue Marini. «Intendiamo quindi presidiare anche quello spazio con un’informazione politica rigorosa. Viviamo il paradosso di una generazione che dispone di un accesso all’informazione senza precedenti e che, per l’architettura stessa delle piattaforme, finisce confinata nella propria bolla, esposta soltanto a ciò che ne corrobora le convinzioni preesistenti. L’esito è un dibattito dai toni sempre più accesi e polarizzanti, nel quale prevale l’intensità della voce anziché la solidità dell’argomento».
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 15:04
Consegnati i lavori della bretella di collegamento del ponte sul Vomano
La strada collegherà Cellino Attanasio e la provinciale 23 con la zona industriale di Castelnuovo Vomano
Con la consegna dei lavori della bretella di collegamentoalla ditta Procaccia, aggiudicatrice dei lavori, si avvia a completamento un intervento infrastrutturale a lungo atteso, destinato a migliorare la mobilità e a rafforzare i collegamenti tra importanti realtà produttive del territorio. La strada collegherà il ponte sul Vomano, ultimato, lato Cellino Attanasio con la provinciale 23 e con la zona industriale di Castelnuovo Vomano. Previsto un secondo lotto per il collegamento con la SS 150. I lavori verranno conclusi in 120 giorni. La storia del ponte sul Vomano parte da lontano, già tra il 2008 e il 2009, quando si cominciò a progettare un nuovo attraversamento del fiume Vomano, nella consapevolezza che il vecchio ponte, costruito nella prima metà del Novecento, non fosse più adeguato alle esigenze di un territorio profondamente cambiato. Da allora il progetto ha attraversato diverse fasi amministrative e progettuali, affrontando contenziosi, rallentamenti, difficoltà tecniche, aumenti dei costi e fermo durante la pandemia. Per completare e rendere fruibile questa opera, collaudata nel 2023 con l’amministrazione D’Angelo, di cui si comincia a parlare alla fine degli anni ‘90, la Provincia è ricorsa all’accensione di un mutuo di 3 milioni e 700 mila euro per realizzare le vie d’accesso. I lavori iniziati questa mattina con gli sbancamenti, saranno realizzati dalla ditta Procaccia e dovranno essere terminati entro 120 giorni: rappresentano il primo lotto del completamento degli accessi. È una vicenda amministrativa lunga: il primo finanziamento di 6 milioni di euro (dopo diverse ipotesi progettuali che hanno diviso le comunità locali) arriva nel 2014; attraversa quindi alcune stagioni della provincia, numerose amministrazioni comunali passando per contenziosi giudiziari, modifiche, difficoltà finanziarie, fermi e ripartenze. Situazioni che hanno determinato l’insufficienza dello stanziamento iniziale e la ricerca di nuovi fondi per gli aggiornamenti progettuali necessari al completamento dell’opera e alla realizzazione delle vie di accesso. «Quando abbiamo ultimato i lavori del ponte i soldi erano finiti e abbiamo acceso un mutuo, altrimenti sarebbe stata una grande incompiuta – ha commentato il presidente Camillo D’Angelo – questo è il primo lotto, cioè il collegamento tra la strada provinciale per Cellino Attanasio ed il Nucleo industriale di Castelnuovo Vomano. Il secondo lotto, invece, partirà dal nucleo industriale per raggiungere la Strada Statale 150. L’opera è strategica, non solo per migliorare la viabilità e la sicurezza stradale, ma svolge una funzione strategica a servizio delle aree industriali evitando che il traffico pesante passi all'interno dell’abitato di Castelnuovo Vomano. Sono opere che fanno bene al territorio perché non rappresentano una spesa ma generano crescita ed economia. Avevamo chiesto un finanziamento alla Regione, ma in questo, come in altri casi, non l’abbiamo ottenuto».
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 14:58
Matteo Salvini a Ortona per Mario Colantonio, due giorni di incontri e confronto
Il vicepremier ha affrontato temi fondamentali per la regione: dal futuro del porto al carovita
Due giorni intensi per il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, arrivato martedì pomeriggio a Ortona, in provincia di Chieti, per sostenere Mario Colantonio, candidato del centrodestra alle elezioni suppletive per la Camera dei Deputati. «Mario lo conosco da tempo -ha affermato il Ministro-. Un territorio come la provincia di Chieti, che comprende più di cento comuni, dalla montagna al mare, ha bisogno di qualcuno che conosca questa zona e difenda anche i centri più piccoli». Al centro della visita il futuro del porto di Ortona, per il quale è previsto un investimento di 60 milioni di euro. Una parte delle risorse è già stata impiegata, mentre ulteriori interventi saranno destinati a rafforzare lo scalo e il suo indotto, per trasformare il porto di Ortona in un punto di riferimento strategico per l’intero Abruzzo. «Queste risorse saranno utili per portare più indotto, più lavoro, più ricchezza e più navi - aggiunge-. Purtroppo oggi, come spesso accade, molte di queste navi scavalcano l’Abruzzo e vanno nelle Marche o in Puglia». In merito al fenomeno dello spopolamento, centrale anche della campagna elettorale che interessa la città teatina, il ministro Salvini ha rassicurato: «Abbiamo a disposizione 500milioni di opere in corso nella sola provincia di Chieti; non so se nella storia repubblicana, nei decenni precedenti o con gli altri Ministri si è mai parlato di mezzo miliardo di opere pubbliche in corso solo in una provincia». Il Governo, ha fatto sapere il vicepremier, sta attualmente lavorando a un nuovo decreto sulle infrastrutture che riguarderà da vicino anche la nostra regione. Particolare attenzione sarà rivolta al futuro dell’autostrada A24. «Stiamo parlando di miliardi necessari ad adeguare un’autostrada necessaria per collegare l’Abruzzo a Roma -aggiunge-. Voglio anche aggiungere la battaglia portata avanti dalla Lega e dal centrodestra contro la direttiva Bolkenstein per salvare le spiagge e i mercati abruzzesi». Nel corso della mattinata, il vicepremier ha attraversato corso Vittorio Emanuele, fermandosi a incontrare cittadini e commercianti. Al centro del confronto il tema del carovita. «In questi giorni stiamo liquidando 30.000 aziende dell’autotrasporto sul caro gasolio e sul caro benzina. Inoltre ci apprestiamo ad approvare una legge di bilancio che abbassa ulteriormente l’Irpef per i redditi fino a 55.000 € e aiuta le partite Iva che fatturano fino a 100.000 €», fa sapere. Non è mancato, infine, uno sguardo allo scenario geopolitico internazionale, con un riferimento alle elezioni di midterm negli Stati Uniti «I rapporti con gli Stati Uniti rimangono buoni a prescindere da chi sono i Presidenti- continua-, lo erano con Obama, lo sono con Trump e lo saranno con chiunque arriverà». E alla domanda «Quando si andrà al voto?», Salvini risponde:«Io lavoro per mantenere fino all'ultimo l'impegno con gli italiani, quindi vuol dire autunno dell'anno prossimo. Ho 250 miliardi di cantieri aperti in Abruzzo e in tutta Italia, non posso permettermi di perdere neanche una settimana, quindi conto di arrivare fino all'ultimo giorno per cui gli italiani ci hanno chiesto di lavorare».
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 14:57
Campi sportivi in via Tavo a Pescara, Pd: «Un'area abbandonata»
La proposta avanzata dai consiglieri di minoranza per restituire l'area alla città
Riqualificare un’area abbandonata e spesso occupata abusivamente: è questa la proposta del Partito Democratico di Pescara in merito ai campi sportivi situati di fronte all’Istituto Manthone, tra via Tiburtina e via Lago di Capestrano. Lo stato attuale dell’area, per i dem, è un’ulteriore dimostrazione della condizione di degrado che caratterizza numerose zone della città. «Purtroppo è in una situazione di degrado da troppi anni; il campo è abbandonato e spesso occupato abusivamente- afferma il capogruppo del Partito Democratico cittadino Piero Giampietro-. Questa è una delle zone più complicate dal punto di vista della sicurezza e il Comune di Pescara lo sa bene». L’appello è rivolto all’amministrazione comunale, per la scuola si tratterebbe, infatti, di costi impossibili da stostenere. «Le istituzioni, ovvero Comune e Provincia, si facciano carico della ristrutturazione di questo campo per dare, non soltanto alla scuola il diritto di avere delle nuove strutture da poter utilizzare, ma anche alla città e al quartiere di avere un altro polo sportivo utile anche alle associazioni». A tal proposito il capogruppo del Pd Giampietro propone soluzioni alternative: «È stato prorogato il “Bando Sport Missione Comune”, che consente a Comune e Provincia di avere un mutuo a tasso agevolato per ristrutturare case del genere fino a sei milioni di euro - aggiunge Giampietro-, oltre all’uscita, a inizio anno, del “Bando Sport e Periferie”». «Occorre prendere consapevolezza della situazione -conclude Giampietro-. Noi del Partito Democratico presenteremo lunedì, in Consiglio, un ordine del giorno per chiedere al Comune e alla Provincia una task force dedicata. Oggi gli strumenti ci sono, occorre liberare questo campo dal degrado e riconsegnarlo all scuola e alla città».
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 14:51
Carceri in Abruzzo: sei su otto sono sovraffollate
Il report mensile curato da Ottorighe parla di quattro situazioni particolarmente complesse: Chieti, Teramo, Pescara ed Avezzano.
In Abruzzo sei carceri su otto ospitano più detenuti rispetto alla loro capienza effettiva ed in quattro casi (dal più al meno grave Chieti, Teramo, Pescara ed Avezzano) i dati percentuali che fotografano la situazione sono più alti della media nazionale sul sovraffollamento, che si attesa al 142%.
I dati vengono fuori dal report mensile sulle carceri italiane - ottobre 2026, curato da Ottorighe.
Per dare un quadro più dettagliato della situazione abruzzese, il carcere di Chieti presenta un sovraffollamento al 189%, con 149 ospiti a fronte di una capienza da 79 posti, Teramo arriva poco sotto (al 187%) avendo 475 detenuti contro 254 posti.
Pescara conta su 243 posti ma ha 409 persone ristrette, con sovraffollamento al 168%.
Infine, l'ultima situazione da bollino rosso è quella di Avezzano (sovraffollamento al 155%).
Sotto la media nazionale, ma comunque con una popolazione carceraria che eccede il numero massimo consentito, ci sono gli istituti penitenziari di Sulmona e Lanciano (123 e 121%), mentre L'Aquila e Vasto sono gli unici due casi in cui le carceri ospitano meno detenuti rispetto alla loro capienza effettiva.
Al netto delle situazioni più o meno critiche, la media regionale sul sovraffollamento (132%) pone comunque l'Abruzzo sotto il dato nazionale.
Un altro fronte aperto, che riguarda il sistema carcerario abruzzese, è l'organico della polizia penitenziaria.
A livello regionale c'è il 15% di scopertura dell'organico, con sette penitenziari su otto (unica eccezione Chieti) che presentano numeri negativi.
Il dato più alto è quello registrato a Pescara (-22% di poliziotti penitenziari rispetto alle necessità reali) a seguire Vasto (-21%) e Teramo (-20%).
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 13:15
Nella sala ipogea dell'Emiciclo "Tracce sulla neve, segni nel cuore"
Intitolazione a Manfredi Tallarico di una "sala operatoria basata su simulazione ad alta fedeltà"
Si è svolto mercoledì nella Sala Ipogea del Consiglio Regionale d'Abruzzo a Palazzo dell'Emiciclo dell'Aquila, l'evento commemorativo e scientifico dal titolo "Tracce sulla neve, segni nel cuore", dedicato alla memoria di Manfredi Tallarico già studente dell'ateneo aquilano appassionato per la Medicina d'Emergenza e tragicamente scomparso il 24 gennaio dello scorso anno durante un'escursione in montagna. L'iniziativa, organizzata dall'Accademia Medica della Provincia dell'Aquila "Salvatore Tommasi" Ets ha avuto lo scopo di unire il ricordo del giovane studente a un importante momento di condivisione accademica e scientifica legato alla sicurezza, alla formazione universitaria e alla medicina di montagna. Nel corso della cerimonia c'è stata l'intitolazione a Manfredi Tallarico di una "sala operatoria basata su simulazione ad alta fedeltà" del centro SIMULAQ dell'Università degli Studi dell'Aquila. L'evento, partecipatissimo, ha lasciato spazio anche alle testimonianze dirette e ai vissuti sul campo con l'intervento del dottore Domenico Totani, guida alpina e medico in formazione specialistica della Scuola di Anestesia e Rianimazione, che ha condiviso delle significative esperienze di vita in montagna.
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 13:04
Presentato il rapporto di microzonazione sismica del capoluogo
Lo studio è durato cinque anni con quindici scavi in città
Presentato il rapporto di Microzonazione sismica del Comune dell'Aquila. Un lavoro lungo e certosino che aveva come obiettivo quello di mappare le faglie potenzialmente attive e rafforzare la prevenzione del rischio per orientare al meglio le scelte urbanistiche anche in previsione dell'approvazione del nuovo piano regolatore. Attraverso lo scavo di trincee ad hoc nelle località prese in esame, ovvero Colle Sapone, San Gregorio, San Vittorino e San Marco-Pozza, Pianola e Bagno, Bazzano-L’Aquila Est e Tempera sono state eseguite osservazioni dirette del sottosuolo. Un lavoro durato cinque anni, con più di quindici scavi in tutta la città. «Abbiamo fatto uno studio approfondito, tra i più approfonditi d’Italia, con delle trincee scavate su tutto il territorio aquilano per andare ad individuare le faglie attive e capaci segnalate dagli INGV e dai geologi che ci assistono in questo lavoro – ha spiegato l’assessore De Santis -. Abbiamo potuto, così, scongiurare la presenza di tante faglie in zone in cui si ipotizzava che potessero esserci, ma che in realtà non ci sono. L’Aquila è una città sismica - ha concluso l'assessore comunale -, ci sono alcune faglie esistenti sulle quali noi interverremo con una pianificazione urbanistica restrittiva andando, quindi, ad impedire la realizzazione di nuovi edifici e controllando gli interventi di riqualificazione strutturale che si faranno sulle fasce che andremo ad individuare su queste aree».
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 13:05
Sulmonacinema 44, il gioco di luci e ombre
Al via il Festival di Sulmona con 54 cortometraggi in concorso e ospite Gianni Amelio. Si entra in sala dopo diversi eventi di preparazione
Una finestra illuminata a fare da sfondo a due sagome in ombra, metafora delle luci e ombre del mondo contemporaneo, è questa l'immagine della 44ma edizione del Sulmona International Film Festival apertasi ieri al cinema Pacifico con le prime proiezioni dei corti in gara davanti a una platea di studenti. Quattro giorni di festival dedicati ai cortometraggi d'autore con particolare attenzione alle produzioni e ai talenti del territorio per un cinema capace di guardare oltre la cinepresa e interrogarsi sui grandi temi dell'attualità. Decimo anno sotto la direzione artistica di Carlo Liberatore, pluripremiato con il suo ultimo lavoro The Madmen Coach, il Sulmona Film Festival anche quest'anno avrà ospiti d'eccezione come Davide Serino tra gli autori dell’acclamata serie M – Il figlio del secolo e il regista Gianni Amelio presente venerdì prossimo alla proiezione del suo film Nessun Dolore. Un festival preceduto da una serie di eventi culturali tra cui la presentazione del libro L'invenzione del Colore di Cristian Raimo ospite della Comuniteca in via Angeloni, laboratori, concerti e l'incontro con i sindaci del territorio per la firma del Patto territoriale per la cultura. Sabato 7 novembre la giornata conclusiva con la proclamazione dei cortometraggi vincitori scelti dalla giuria composta da professionisti del panorama cinematografico italiano
L'Aquila 05 Novembre 2026 ore 15:01
A Pineto rubano un’Alfa “Giulia” ma la fuga finisce in carcere
Quattro arresti dopo un inseguimento rocambolesco
Un furto pianificato nei minimi dettagli con tecnologie di ultima generazione, un inseguimento a tutta velocità tra due province e una fuga disperata nei campi. È il bilancio di una movimentata operazione che ha visto collaborare i Carabinieri delle Compagnie di Giulianova e Chieti, culminata con l’arresto di quattro persone e il recupero del veicolo rubato. L'azione è scattata a Pineto, dove una banda composta da cinque trasgressori — tutti provenienti da fuori regione — ha preso di mira un'Alfa Romeo "Giulia" parcheggiata sulla pubblica via. Una volta agganciata la berlina, il gruppo si è diviso: uno si è messo alla guida del mezzo asportato, mentre gli altri quattro sono saliti a bordo di un'auto presa a noleggio, utilizzata come "staffetta" per coprire la fuga. Il piano è però saltato grazie alla tempestiva segnalazione e all'immediata attivazione della rete di controllo dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Giulianova. Mentre i quattro complici sulla vettura a noleggio venivano intercettati e bloccati dai militari nel teramano, la "Giulia" è riuscita a spingersi più a sud, fino a Francavilla a Mare, in provincia di Chieti. Qui una pattuglia dell'Arma locale ha intercettato il mezzo, dando vita a un serrato inseguimento. Sentendosi braccato, il conducente ha perso il controllo dell'Alfa Romeo, finendo autonomamente fuori strada. Prima che i militari potessero bloccarlo, l'uomo è riuscito ad abbandonare l'abitacolo e a dileguarsi nella fitta vegetazione delle campagne circostanti, dove le forze dell'ordine sono tuttora sulle sue tracce. A incastrare definitivamente i quattro soggetti fermati nell'auto a noleggio è stata la successiva perquisizione del veicolo. I Carabinieri hanno infatti scoperto e sequestrato una vera e propria officina tecnologica itinerante, pensata per aggirare i moderni sistemi di sicurezza: un programmatore universale per chiavi elettroniche con cinque chiavi "vergini" pronte alla codifica, un lettore di centralina completo di cavi e alimentazione autonoma, attrezzi classici da scasso come un cacciavite e una tronchese, e un ingegnoso dispositivo artigianale in polistirolo, progettato appositamente per isolare il modulo GPS di bordo e impedirne la localizzazione satellitare. L'intero kit e i veicoli sono stati posti sotto sequestro. Per i quattro complici fermati, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Teramo, si sono aperte le porte della locale casa circondariale, dove restano associati in stato di arresto con l'accusa di furto aggravato.
L'Aquila 04 Novembre 2026 ore 18:32
L’Unione dei Comuni della Laga si scioglie per volontà dei Sindaci
La decisione fa seguito all’arresto del dipendente accusato di un ammanco stimato in circa 800.000 euro sottratto alle casse dell'ente
La Giunta dell’Unione dei Comuni della Laga, riunita questa mattina nella sede della Provincia, ha deliberato all’unanimità lo scioglimento consensuale dell’Unione con effetto dal 31 dicembre. Contestualmente hanno individuato quale Commissario liquidatore Vincenzo Palumbi, già segretario generale del Comune di Torricella Sicura e sub commissario Priscilla Di Vittorio. In seguito a questa decisione i Consigli comunali di Torricella, Campli, Valle Castellana, Cortino e Rocca Santa Maria dovranno adottare identica deliberazione entro il 15 dicembre. La decisione fa seguito all’arresto del dipendente dell’Unione, Luca Galeotti, con la contestazione di peculato; al centro dell’indagine un ammanco stimato in circa 800.000 euro sottratto alle casse dell'ente territoriale che raggruppa i comuni della vallata settentrionale della provincia di Teramo. «Mi aspetterà un bel lavoro sicuramente molto complesso - afferma il liquidatore Palumbi - l’Unione dovrà approvare numerosi rendiconti e gestioni ancora non approvati, dovrà approvare il bilancio di previsione e numerosi altri atti contabili. Ringrazio i sindaci che mi hanno dato questa fiducia per questo importantissimo incarico che dovrò portare a termine entro il 31 dicembre 2027. Bisognerà approvare tutti i numerosi atti contabili e cercare di ricostruire una situazione finanziaria che è veramente complessa. Da marzo 2026, ho cercato di trovare un attimo la quadra a tutti questi documenti che non erano stati approvati. Da lì, a seguito dei controlli interni, è emersa una situazione abbastanza anomala e preoccupante. Ho ovviamente dovuto riferire alle autorità giudiziarie competenti, le quali hanno fatto veramente un ottimo lavoro. Ho collaborato con la Guardia di Finanza che ha svolto e ha ricostruito, come già ben sapete, tutti i passaggi che si sono accaduti in questi mesi. Ho da poco questo ruolo di segretario comunale, sono quasi due anni e, dico la verità, è una situazione abbastanza anomala. È una cifra importante, sicuramente, però era veramente difficile, come ha inquadrato bene già l'autorità giudiziaria, risalire a questo ammanco». «Una scelta, quella dello scioglimento, che deriva dalla necessità di individuare la procedura migliore e più rapida per evitare il blocco dei servizi sociali gestiti dall’Unione. - ha dichiarato il sindaco di Torricella Sicura, Daniele Palumbi - Con lo scioglimento e la nomina di un liquidatore si continua a garantire la gestione senza far gravare sui cittadini il disagio di questa grave situazione. E' volontà politica di tutti i Sindaci di costituire una nuova Unione dal 2027 valutando anche l’accorpamento con la Comunità montana della Laga che per legge è in via di scioglimento».
L'Aquila 04 Novembre 2026 ore 18:28
Giornata dell'unità nazionale: la cerimonia a L'Aquila
La Villa comunale è stata la cornice di un momento di coesione sociale e rispetto per le Forze Armate. Ricordati anche i militari deceduti in Bosnia
Una giornata dedicata a ricordare la conquista dell'unità nazionale e gli uomini e le donne che, dall'interno ma non solo, concorrono a salvaguardarla. È la ricorrenza che, a L'Aquila, ha visto la Villa comunale riempirsi di divise di tutti i tipi, con una folta partecipazione civile e politica e un occhio di riguardo anche per le delegazioni studentesche.
Centrale il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato come questi 80 anni dalla scelta del popolo per la Repubblica facciano assumere alla giornata un significato particolare, legato profondamente ai valori costituzionali e votato all'unità della popolazione e delle proprie istituzioni.
Anche commozione nella cerimonia, che dopo la deposizione della consueta corona d'alloro ai piedi del monumento che campeggia davanti al Palazzo dell'Emiciclo, ha visto il ricordo dei 4 militari italiani deceduti nello schianto dell'elicottero avvenuto in Bosnia Erzegovina. Un messaggio di fraternità e sostegno, però, è stato dedicato a tutti i componenti delle Forze Armate, senza esclusione alcune, perché solo nella compatta unità si può trovare il modo per approcciare con le fratture sociali che sono centrali in questi giorni. Anche il Prefetto della provincia aquilana Vito Cusumano ha ricordato l'importanza di questa giornata, la cui ricorrenza ricorda, anno dopo anno, il fondamentale ruolo della tutela del territorio italiano nella sua integrità.
«Il tema dei giovani - ha commentato - in questo momento è particolarmente importante, va tenuta alta l'attenzione di questa coesione sociale. Questa celebrazione di oggi che ricorda il percorso che il nostro Paese ha sviluppato negli anni passati racchiude l'essenza di una comunità coesa, in una società civile che si riunisce ovviamente nelle sue molteplici forme, nella sua complessità, ma trova un'unitarietá. Ciò non significa uniformità - glfa presente Cusumano - ma significa partecipare insieme alle sfide, ai cambiamenti e soprattutto ritrovarsi attraverso il contributo delle Forze armate che oggi vengono celebrate in questa giornata - conclude - in una missione di pace non emissione di libertà di democrazia».
Non è mancato, inoltre, il modo per rimarcare l'attuale situazione geopolitica, tra guerre intestine e conflitti ormai secolari. Centrali, in un contesto così complicato, sono i valori del rinnovamento, dell'unità e del diritto internazionale, prima vittima di ogni conflitto registrato.


