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Rientra l'allarme a Pescara, nessuna manifestazione violenta

A presidiare la città Polizia e ultras pescaresi ma dei "maranza" nemmeno l'ombra

Sarà stata la pioggia ma dei maranza a Pescara nemmeno l'ombra. "Piove, Governo ladro". Un discreto dispiegamento di forze dell'ordine a bloccare gli eventuali episodi di violenza, e con i militari scende in strada anche la tifoseria pescarese a presidio della città che secondo le notizie circolate doveva essere preda di devastazioni. Città blindate per il sabato dei cortei. L'autunno del 2026 è uno dei periodi più caldi degli ultimi anni, milioni di studenti stanno scendendo in piazza per manifestare contro una situazione economica e sociale insostenibile. Quella di Pescara a piazza Salotto doveva essere una manifestazione pacifica, al contrario nelle ultime ore la circolazione di messaggi violenti, all'interno delle chat di Telegram e WhatsApp, deve aver fatto desistere i giovani manifestanti. Nelle città le proteste tengono sotto scacco la società, al centro: la scuola, la casa, il carovita, la disoccupazione. Gli ultimi eventi con le devastazioni nel centro di Milano sembrano inquinato le vere ragioni di una protesta nata da problemi reali, i maranza hanno conquistato la scena mediatica, di qui la corsa a titoli allarmanti, quasi come una nuova e moderna strategia della tensione. Instillare la paura in chi di ragioni ne avrebbe da vendere, creando disorientamento nell'opinione pubblica. Sono diverse le notizie circolate in merito al Movimento "17 ottobre", la piattaforma Gen Z, nata all'indomani degli scontri di Milano. «I violenti siete voi che ci avete negato il futuro» si legge nella prima pubblicazione del gruppo, come a voler smorzare gli allarmismi che si sono creati attorno al movimento. Non solo la violenza, quanto anche la paura è stata strumentalizzata. Al corteo avrebbe dovuto prendere parte anche Lorenzo, è lui che ci racconta le vere intenzioni del pomeriggio a piazza Salotto. «Ho riflettuto un po’ negli ultimi giorni riguardo a quello che sta succedendo, doveva trattarsi di proteste pacifiche come quella che doveva essere messa in atto oggi. Ho riflettuto su queste manifestazioni, non solo a Milano ma in tutte le città d’Italia, in Europa e nel mondo e la base è sempre la stessa: essere ascoltati dai governi, avere anche noi un po’ di spazio e un futuro, soprattutto. La risposta mi sembra essere stata da parte di una sfera mediatica e governativa, "Siete violenti, non vi ascoltiamo" quando in realtà una parte piccola di noi è stata violenta, una parte da cui noi ci discostiamo, la maggior parte, il 95% di manifestanti si discosta da quel 5% di gente violenta. La violenza è da condannare ma non da strumentalizzare come metodo per dire "No" alle proteste. Noi vogliamo parlare e dire la nostra e a questo punto, posso dire che anche la paura è stata strumentalizzata come modo per bloccare le manifestazioni in partenza».

L'Aquila 24 Ottobre 2026 ore 18:44

Rifiuti, trenta osservazioni contro l'ampliamento della discarica di Sulmona

Il Comitato Morrone ha illustrato questa mattina le criticità della relazione Via del Cogesa. Una raccolta fondi per eventuali azioni egali

Trenta osservazioni sulla Valutazione di impatto ambientale presentata da Cogesa per l'ampliamento di 100 mila metri cubi dell'attuale discarica di Noce Mattei. Sono quelle redatte dal Comitato Morrone Sulmona Valle Peligna riunitosi questa mattina per illustrare punto per punto ciò che non convince di un progetto destinato ad avere un profondo impatto sul futuro del territorio.  Come hanno spiegato i membri del Comitato contestando le ragioni di Cogesa; dalla VIA che fa riferimento solo all'ultimo ampliamento senza tener conto dei precedenti all'indagine ambientale limitata a uno spazio ben più ristretto di quello previsto dalla normativa, dall'inquinamento dell'aria a quello delle falde acquifere senza dimenticare gli effetti sulla fauna selvatica e sul paesaggio. Una discarica "illegale" a detta del Comitato in procinto di inviare le osservazioni alla Regione Abruzzo con l'obiettivo di impedire che l'attuale discarica passi da 350 mila a 650 mila metri cubi, un aumento di oltre il 70%.  A suscitare particolare sdegno l'affermazione della partecipata secondo cui non esistono alternative all'ampliamento perche' comprometterebbero altri siti. Come dire il danno e' fatto. A Sulmona. Le osservaziini saranno depositate a partire dal 7 novembre dal Clmitato pronto, se non ascoltato, a ricorrere alle vie legali. Illegale o meno comunque nociva, a sentire i numeri.

L'Aquila 24 Ottobre 2026 ore 18:25

Villa Dorotea a rischio, Cgil: «Pronti alla mobilitazione»

La RSA, che si trova nel Comune di Scoppito (L'Aquila), potrebbe essere a rischio chiusura. Il sindacato chiede tutele per ospiti e personale

Era già successo tra il 2024 ed il 2025, adesso la situazione si ripete.

A rischio il futuro della RSA Villa Dorotea, situata nel comune di Scoppito (alle porte dell'Aquila).

Asl e dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, infatti, si starebbero muovendo per capire come e dove ricollocare gli ospiti della struttura sanitaria scoppitana.

Ad oggi Villa Dorotea è gestita dalla società TeP, dopo un fitto di ramo d'azienda che aveva interessato la Cooperativa San Rocco.

Il nodo però risiederebbe nella volontà della società Gardenia III (proprietaria dell'immobile in cui è ospitata Villa Dorotea) di non stipulare più contratti di affitto.

Questa situazione - spiega il sindacato Cgil, che ha lanciato l'allarme sulla vertenza Villa Dorotea, così come aveva fatto pure in passato - potrebbe significare l'impossibilità di continuare a portare avanti il servizio di assistenza, il trasferimento degli ospiti e la perdita dei posti di lavoro per il personale.

Oltretutto, l'ipotesi di chiusura che potrebbe aleggiare su Villa Dorotea avrebbe anche ripercussioni più ampie sul sistema sanitario del territorio.

Andrebbero infatti persi 60 posti letto, di cui 48 accreditati.

Cgil, visto lo scenario, chiede a tutte le istituzioni interessate di muoversi in maniera veloce per trovare una soluzione alla vertenza Villa Dorotea.

Soluzione che possa scongiurare lo stop all'assistenza e lo sgretolamento del perimetro occupazionale.

E se non dovessero arrivare risposte, Cgil, guardando ai pazienti e ai dipendenti di Villa Dorotea, si dice pronta a far partire una mobilitazione in difesa dei diritti alle cure ed al lavoro. 

L'Aquila 24 Ottobre 2026 ore 16:34

Sicurezza urbana, Pettinari alla stazione di Porta Nuova con i cittadini

Il consigliere comunale di lista civica torna ad chiedere più sicurezza per i residenti dei quartieri sensibili della città Adriatica

Il movimento Pettinari per l’Abruzzo torna a chiedere sicurezza per i cittadini di Pescara. Questa volta il presidio è nel piazzale della Stazione Porta Nuova, teatro proprio qualche giorno fa, di episodi di criminalità e violenza. È qui che una donna ha raggiunto al collo un uomo con un fondo di bottiglia, prognosi riservata per la vittima. La Stazione di Porta Nuova continua ad essere una zona critica della città di Pescara. «Abbiamo delle zone periferiche completamente in mano alla criminalità, con i cosiddetti "Fortini della droga" nelle case popolari, per arrivare alla zona di Porta Nuova, teatro di aggressioni e violenze. Risale a qualche giorno fa un accoltellamento. Il quadrilatero centrale della zona di Pescara, è ormai invaso da una serie di personaggi che vagabondano, balordi che spacciano droga, esercitano violenza e criminalità e le nostre persone, le nostre famiglie hanno paura ad uscire di casa». Il consigliere Pettinari torna all’attacco dell’Amministrazione Masci chiedendo presidi fissi della polizia locale; alla prefettura si chiede l’attivazione dell’operazione strade sicure; al ministero dell’interno, il potenziamento della Questura per garantire pattuglie h24. Le telecamere sul territorio prevenzione attraverso illuminazione e un coordinamento efficace tra Comune Prefettura Questura e ministero. La sicurezza è un diritto attacca il consigliere Pettinari e i cittadini aspettano delle risposte. «Oggi noi stiamo parlando di una città completamente, purtroppo, fuori controllo, così come in centro, nel quadrilatero centrale e nelle periferie, Pescara Est e Pescara Ovest, ormai non c'è più una zona franca. Serve più personale, perché le nostre forze dell'ordine che non smetteremo mai di ringraziare, soprattutto gli uomini su strada che fanno un lavoro "sporco", lavoro che serve a noi, sono sotto organico. I quattro quadranti della città di Pescara devono essere h24 presidiati da quattro volanti».

L'Aquila 24 Ottobre 2026 ore 14:39

Recuperata l'Aryan Mask di Fabio Mauri

Il pezzo d'arte era stato rubato al Maxxi L'Aquila ad inizio mese. L'autore del furto è stato denunciato dai Carabinieri

E' stata recuperata, in un comune fuori Abruzzo, la mascherina (parte dell'installazione "Aryan Mask" di Fabio Mauri) che era stata rubata a inizio mese dagli spazi espositivi del Maxxi L'Aquila. 

Nel polo museale è infatti in corso una mostra dedicata proprio all'artista romano ed ai suoi anni trascorsi nel Capoluogo abruzzese, dove insegnò all'Accademia di Belle Arti.

A portare avanti le indagini, avviate dopo la segnalazione del furto da parte del personale del Maxxi L'Aquila, sono stati i Carabinieri del Comando provinciale dell'Aquila e del locale Nucleo Tutela Patrimonio Culturale sotto la direzione della Procura dell'Aquila.

Indagini serrate e portate avanti nel più stretto riserbo, concluse stamattina con l'individuazione del responsabile del furto ed il recupero del bene artistico.

La mascherina di "Aryan Mask" ha un valore di circa diecimila euro. 

Attualmente è stata sequestrata, in attesa di essere restituita al Maxxi L'Aquila e poi al legittimo proprietario.

"Aryan Mask" è stata recuperata integra - fanno sapere i Carabinieri - e l'autore della sottrazione indebita è stato denunciato per furto aggravato di opere d'arte. 

L'Aquila 24 Ottobre 2026 ore 14:21

Dissesto, Radica: «Serve un nuovo piano Marshall»

Arriva la replica all'assessore D'Annuntiis. «Se necessario - scrive Radica - togliere risorse dove servono di meno»

Prosegue la polemica legata all'emergenza delle strade in Abruzzo, alle prese con il dramma del dissesto idrogeologico che ne mina la sicurezza e, in alcuni casi, la viabilità. La questione sì era riaperta con la nota inviata a Regione e Governo da 50 sindaci, nella quale si richiedevano fondi speciali per far fronte a una dinamica attuale che, nonostante abbia già fatto riscontrare importanti danni alle arterie in gran parte delle province di Teramo e di Chieti, spaventa soprattutto per i rischi che si vedono all'orizzonte del futuro prossimo.

Se l'assessore Umberto D'Annuntiis aveva risposto al sindaco di Tollo, primo firmatario del documento, che l'impegno della Regione Abruzzo sul tema non sarebbe mai passato in secondo piano, è arrivata puntuale la risposta di Radica, che fa notare come la situazione, nei fatti, sia più drammatica di quanto  previsto.

«Mi dispiace contraddire l’assessore Umberto D’Annuntiis, ma temo non abbia compreso il tono del grido di allarme dei sindaci: la sua - scrive il sindaco di Tollo - è una debole e sterile difesa d’ufficio».

La richiesta, si specifica nella nota, è che la viabilità diventi il tema dei temi per i governi nazionale e regionale mentre, negli ultimi 7 anni, il governo nazionale e la Regione Abruzzo si sarebbero limitati a svolgere un ordinario compitino distribuendo fondi a pioggia e nella quasi totalità a sindaci di comuni amici. «Il nostro appello è di tutt’altro tenore. Chiediamo uno sforzo - prosegue Radica - soprattutto al governo nazionale e di conseguenza a quello regionale affinché vengano trovate le risorse finanziarie, anche attraverso la riduzione di altre spese che non sono prioritarie, per un vero e proprio piano Marshall per la manutenzione delle strade». L'emergenza non sarebbe più rinviabile per Radica, che lancia l'allerta sul fatto che molti dei centri urbani abruzesi potrebbero, a breve, non essere più percorribili a causa della situazione complessiva della viabilità. Al centro delle criticità riscontrate si pongono dissesto, frane e una quantità ingente di buche pericolose. «Chiediamo - va avanti il sindaco di Tollo - una risposta seria e adeguata, non come avvenuto con l’individuazione di briciole da parte del governo in occasione del ristoro di danni da maltempo di fine marzo e inizio aprile. Chiediamo - conclude il primo firmatario della nota di richiesta d'aiuto - che vi sia un intervento come quello fatto a seguito della nevicata del 2017 che ha portato, attraverso un’ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri, allo stanziamento triennale di una adeguata quantità di risorse per il nostro territorio».

L'Aquila 24 Ottobre 2026 ore 13:29

Numeri record per la seconda giornata di L'Aquila Città di Montagna

Tantissimi curiosi hanno preso parte alle iniziative sul territorio

Ha preso il via questa mattina con un affluenza record la seconda giornata di L'Aquila Città di Montagna che tra le tantissime attività proposte sta attirando appassionati e curiosi in Piazza Duomo. Questa mattina già dalle prime ore gli stand dedicati alla montagna e le attività che vengono proposte sulla piazza principale della città hanno registrato il tutto esaurito mentre intanto la parete boulder dedicata all'arrampicata, in attesa delle finali di questa sera ha iniziato a prendere vita con moltissimi giovani climber arrivati da tutta la regione. «Siamo contenti perché da stamattina è un flusso continuo di curiosi che chiedono un po’ di tutto sulla montagna, ci sono anche molti bambini – ha detto Luigi Faccia – La cosa ci fa molto piacere. Tante le attività dentro e fuori dalla struttura. C’è la gara di arrampicata che finirà questa sera con le finali. Poi c’è lo sci che è il richiamo della montagna ed è un punto di riferimento, è un attività che tira moltissimo tant’è che abbiamo aperto mezzora prima dai bambini. Anche l’arrampicata è stata presa d’assalto dai bambini».

L'Aquila 24 Ottobre 2026 ore 12:57

Conalpa L'Aquila: "Serve maggior rispetto per la montagna"

La proposta è che, oltre a invitare i cittadini a fruire l'ambiente naturale, si prevedano anche corsi per sensibilizzare sul suo rispetto

«La montagna non è un luna park. Non è uno spazio da consumare, un fondale per fotografie da esibire o un palcoscenico sul quale lasciare il segno ad ogni costo.»

Si apri così la nota del Conalpa L'Aquila, che critica quanto accaduto al quaderno di vetta del Corno Grande, sul Gran Sasso, le cui pagine sono state trovate strappate da ignoti. Un gesto che ha lasciato sbigottiti tutti gli amanti della montagna, ma anche i cittadini la cui coscienza sociale è abbastanza sviluppata da percepire e tutelare il valore del patrimonio pubblico in ogni sua singola sfaccettatura.

Un gesto, nel dettaglio, certamente da condannare ma che per il Conalpa sottende l'erronea credenza che la montagna, e più in generale l'ambiente naturale, sia un qualcosa di eterno e indistruttibile.

«Da tempo - scrivono dalla sezione aquilana del Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio - assistiamo a una visione sempre più consumistica della montagna, trattata come un prodotto turistico da sfruttare, un luogo da

raggiungere rapidamente e utilizzare senza interrogarsi sulle conseguenze dei propri comportamenti. Quando tutto viene ridotto alla prestazione, alla fotografia, alla conquista della vetta o alla ricerca di un’esperienza da esibire - continuano - il rispetto rischia di diventare un optional. È una deriva culturale che deve far riflettere istituzioni, operatori turistici, associazioni e singoli frequentatori. Promuovere la montagna senza promuovere, allo stesso tempo, educazione ambientale, consapevolezza e rispetto significa alimentare un modello sbagliato di fruizione».

Non basterebbe, dunque, invitare i cittadini a fruire l'ambiente naturale come privilegiato veicolo di attività all'aria aperta e di stili di vita sani. Serve, per il Conalpa, maggiore formazione sui comportamenti da tenere quando si ascende sulle vette o anche quando, semplicemente, ci si avventura per i tanti sentieri che costellano l'Italia intera.

L'Aquila 24 Ottobre 2026 ore 12:06

Romano e Pezzopane: "Su vertenza Vivenda servono tutele certe"

150 lavoratori coinvolti. Per i consiglieri l'arrivo del Ministro del lavoro Calderone rappresenta un'opportunità da non perdere.

Sono circa 150 i lavoratori delle mense scolastiche aquilane che, durante la sospensione estiva del servizio, sono rimasti senza stipendio e senza accesso agli ammortizzatori sociali. Una circostanza non eccezionale ma bensì strutturale, perché lo stop del servizio è previsto per 4 mesi l'anno, tutti gli anni, aggravando ulteriormente la situazione economica di centinaia di famiglie del capoluogo. Arriva per questo motivo la nota al presidente del Consiglio comunale, Roberto Santangelo, proprio per sollecitarlo a promuovere un incontro dedicato con il Ministro del lavoro, così da restituire centralità a una situazione che spesso viene ignorata.

Un incontro che, nelle speranze dei due consiglieri, potrebbe portare novità nella vertenza, già discussa tra commissioni e Prefettura e che sarà presto affrontata anche in Consiglio comunale con un ordine del giorno. 

«L’obiettivo - scrivono i consiglieri - è preciso: sollecitare una disposizione nella prossima legge di bilancio che consenta l’accesso agli ammortizzatori sociali durante i mesi di sospensione dell’attività. La legge di bilancio - spiegano Pezzopane e Romano - è il miglior veicolo normativo ed è la prospettiva più concreta e immediata prima della lunga campagna elettorale che dovrà eleggere il nuovo governo e il nuovo Parlamento. Le lavoratrici e i lavoratori - proseguono i consiglieri - hanno bisogno di una tutela che permetta loro di affrontare i mesi estivi senza ritrovarsi ogni anno privi di reddito».

In chiusura Romano e Pezzopane ricordano come quella della Vivenda sia una vertenza che parte dall’Aquila, ma che riguarderebbe l’Abruzzo e l’intera nazione: «Chi assicura la refezione scolastica garantisce un servizio essenziale per bambini e famiglie - chiudono - eppure non può contare su una continuità di reddito nell’arco dell’anno».

 
L'Aquila 24 Ottobre 2026 ore 14:48

Pensilina di Piazza Duomo a L'Aquila. I dubbi di SI e AVS su affidamento degli spazi

Le perplessità riguardano le modalità con cui l'Amministrazione comunale ha deciso di procedere

Sinistra Italiana – Alleanza Verdi Sinistra ha espresso forti perplessità in merito all'avviso pubblicato dal Comune dell'Aquila per l'acquisizione di manifestazioni di interesse relative all'affidamento di due spazi all'interno della struttura in vetro di Piazza Duomo, destinati ad attività informative, culturali, di comunicazione e di promozione del territorio. Le perplessità riguardano innanzitutto le modalità con cui l'Amministrazione comunale ha deciso di procedere. Nell'avviso infatti si legge testualmente che «i requisiti di partecipazione e i criteri di individuazione del concessionario, in caso di pluralità di manifestazioni di interesse, saranno definiti dal Comune in fase successiva». «È una previsione che solleva, a nostro avviso, una questione fondamentale di trasparenza amministrativa – spiegano – Come sarà scelto quindi il concessionario? Quali criteri saranno utilizzati per valutare le manifestazioni di interesse? Verrà privilegiata la qualità del progetto culturale, la capacità di promuovere il territorio, l’esperienza professionale oppure sarà richiesta un’offerta economica? Perché non rendere conoscibili sin dall’inizio le regole fondamentali in base alle quali saranno assegnati questi spazi pubblici?» «Sappiamo bene che l’avviso ha una natura preliminare ed esplorativa e che una successiva procedura potrà disciplinare la selezione, ma proprio per questo riteniamo necessario che i criteri vengano fissati e pubblicati prima di qualsiasi valutazione comparativa, garantendo condizioni effettive di parità a tutti i potenziali interessati – aggiungono – Non è definita neppure la durata della concessione, che sarà determinata successivamente. Inoltre, le finalità di utilizzo indicate nell’avviso sono talmente ampie da comprendere attività profondamente diverse tra loro: trasmissioni radiofoniche, attività redazionali, produzione audiovisiva, iniziative culturali e comunicazione legata agli eventi cittadini».

L'Aquila 24 Ottobre 2026 ore 12:58

Inaugurata a Cansatessa (AQ), la chiesa di San Giovanni da Capestrano

Ieri una folla di fedeli al rito della consacrazione

Una folla di fedeli ieri pomeriggio a Casatessa dove si è svolta la cerimonia di consacrazione e inaugurazione della nuova chiesa di San Giovanni da Capestrano

L'Aquila 24 Ottobre 2026 ore 10:16

Va in Questura per asilo ma è ricercato per omicidio, arrestato 29enne

Il giovane era attivamente ricercato in Pakistan, suo Paese d'origine

Si è presentato agli sportelli della Questura di Teramo per avanzare formale richiesta di protezione internazionale, convinto di poter sfuggire definitivamente alla giustizia. Invece, i controlli di rito hanno fatto scattare l'arresto per un 29enne di nazionalità pakistana, sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale per omicidio. La scoperta è stata fatta dagli agenti dell'Ufficio Immigrazione che, operando in stretta sinergia con i colleghi della Squadra Mobile, hanno incrociato i dati dell'uomo sui terminali. Dagli accertamenti è emerso che il 29enne era attivamente ricercato nel suo Paese d'origine per un efferato delitto: aveva ucciso un connazionale esplodendogli contro un colpo di pistola proprio davanti alla sede del Tribunale locale, al culmine di accesi dissidi di natura personale. Le immediate verifiche, condotte di concerto con l'Interpol, hanno permesso di confermare l'identità del fuggiasco e la piena validità del provvedimento restrittivo. I poliziotti teramani hanno quindi proceduto all'arresto dell'uomo, che è stato immediatamente rinchiuso nella Casa Circondariale di Castrogno, dove si trova ora a disposizione dell'Autorità Giudiziaria in attesa delle procedure di rito.

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 18:28

A Teramo il 41^ Convegno annuale dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti

Hanno partecipato anche il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso e Marta Cartabia, presidente emerita della Corte costituzionale

Si è tenuto nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Teramo il 41esimoConvegno annuale dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti (AIC), appuntamento di particolare rilievo nel panorama degli studi giuridici. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è “L’attuazione e la revisione della Costituzione”, di grande attualità nel dibattito pubblico e istituzionale del Paese, sul quale si concentreranno le relazioni di autorevoli costituzionalisti provenienti da ogni parte d’Italia. Fondata per promuovere lo studio e il confronto scientifico sul diritto costituzionale, l’Associazione Italiana dei Costituzionalisti rappresenta da decenni il principale luogo di incontro e di elaborazione della comunità scientifica del settore, un punto di riferimento per accademia, istituzioni e società civile. Hanno partecipato al convegno, tra gli altri, il Presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso e Marta Cartabia, già Ministro della Giustizia e Presidente emerita della Corte costituzionale. «La Costituzione è cominciata ad essere attuata fin dall'inizio e la Corte Costituzionale ne è testimone dal 1956 all'oggi con le sue pronunce - ha dichiarato il presidente Amoroso - ha dato anch'essa il suo contributo nell'attuazione della Costituzione. Sono state emesse oltre 23.000 sentenze, oltre 4.000 pronunce di incostituzionalità, sono cambiate varie norme in ragione proprio dell'attività e delle pronunce della Corte». Fondata per promuovere lo studio e il confronto scientifico sul diritto costituzionale, l'Associazione Italiana dei Costituzionalisti rappresenta da decenni il principale luogo di incontro e di elaborazione della comunità scientifica del settore, un punto di riferimento per accademie, istituzioni e società civile. «La Costituzione è un patto fondamentale fra generazioni - ha aggiunto Cartabia - che è destinata a durare nel tempo, importante è riuscire a portarne lo spirito e i contenuti ai giovani di oggi. Queste acquisizioni che noi abbiamo imparato dalla storia, di cui c'è traccia in ogni parola della Costituzione, che è vita vissuta del popolo italiano, non si trasmettono soltanto consegnando un pezzo di carta. Occorre pazientemente ascoltare i giovani, le loro domande e mostrare come questi principi costituzionali hanno ancora tanto da dire alle questioni che li tormentano e li interrogano». «L’autorevole confronto sul tema dell’attuazione e della revisione della Costituzione - ha dichiarato il Magnifico Rettore - investe le fondamenta stesse della nostra convivenza democratica e ci dà occasione di riflettere sul ruolo della Carta come progetto affidato al presente e responsabilità rivolta al futuro. In questo quadro, l’Università non è soltanto il luogo nel quale la Costituzione viene studiata, interpretata e discussa: è uno degli spazi nei quali i suoi principi trovano concreta attuazione. Ciò avviene quando il diritto allo studio offre a ciascuno reali opportunità di crescita, quando la ricerca e l’insegnamento possono svolgersi liberamente, quando il confronto tra idee diverse alimenta il pensiero critico e quando conoscenze e competenze vengono poste al servizio della società. È attraverso questa missione che come Università contribuiamo a formare cittadini consapevoli, capaci di partecipare responsabilmente alla vita democratica e di orientare le proprie scelte verso il bene comune». «Ospitare a Teramo, nel nostro Ateneo, il Convegno annuale dei Costituzionalisti, che per la prima volta coinvolge un’università abruzzese, è per noi motivo di grande orgoglio e lo è ancora di più farlo negli 80 anni della nostra Repubblica  – sottolinea il Sindaco Gianguido D’Alberto – che ci devono portare  a recuperare quello spirito che il 2 giugno del ’46, portò alla nascita dell’Italia come la conosciamo oggi. Uno spirito, una visione del mondo, una promessa di libertà e uguaglianza, che si sono concretizzati nella nostra Costituzione di cui il prossimo anno festeggeremo gli 80 anni dall’approvazione. Anche per questo, il tema lungo il quale si declinerà il convegno è quanto mai attuale. Perché ancora oggi la nostra Costituzione è in parte inattuata e prima di pensare a modificarla bisogna concretizzarla nei suoi principi fondamentali. Riflettere su questi temi a Teramo è particolarmente importante, perché la nostra città rappresenta  da sempre, come ho avuto modo di evidenziare in più occasioni, una vera e propria  “Cittadella del diritto”. Una realtà che vive attraverso Il Tribunale, la Facoltà di Giurisprudenza, un Ateneo che del diritto ha fatto la propria vocazione istituendo anche una Scuola di Giustizia e Legalità, e non ultimo il carcere, di cui non possiamo non sottolineare il grande impegno nel portare avanti progetti di reinserimento dei detenuti nella comunità, in attuazione del dettato costituzionale. Presìdi che attraverso il fortissimo legame tra formazione giuridica e istituzioni cittadine, hanno contribuito a fare di Teramo un punto di riferimento per la giustizia e la legalità in Abruzzo».

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 15:12

Nel penitenziario teramano si rafforzano i controlli

Trovati droga e cellulari nascosti nelle scarpe e nei pacchi postali

Droga nascosta nelle scarpe, sostanze stupefacenti occultate nei pacchi postali e telefoni cellulari introdotti illegalmente. È quanto emerso da una serie di operazioni condotte dalla Polizia penitenziaria all'interno della Casa circondariale di Teramo, dove negli ultimi giorni sono stati intensificati i controlli per contrastare l'ingresso di oggetti e sostanze vietate. L'episodio più significativo risale al a pochi giorni fa, quando una donna italiana è stata arrestata durante le verifiche sui familiari che accedono all'istituto per incontrare i propri congiunti detenuti. Nel corso del controllo, gli agenti hanno scoperto che la donna nascondeva all'interno delle scarpe un consistente quantitativo di sostanze stupefacenti: circa 450 grammi di hashish e 27 grammi di cocaina. Secondo quanto riferito dalla Polizia penitenziaria, la droga era destinata al figlio ristretto nella struttura. L'intervento si inserisce in un'attività di vigilanza che, nei giorni precedenti, aveva già consentito di intercettare ulteriori tentativi di introdurre sostanze illecite nel carcere teramano. Durante due distinte operazioni di controllo, il personale aveva infatti sequestrato circa 700 grammi di hashish, nascosti all'interno di un pacco postale indirizzato a un detenuto, e altri 80 grammi circa della stessa sostanza, rinvenuti in un secondo pacco consegnato dai familiari durante un colloquio. Non soltanto droga. Gli agenti hanno individuato e sequestrato anche alcuni telefoni cellulari, occultati all'interno di un pacco postale destinato a un detenuto. Una successione di episodi che richiama l'attenzione sulla complessità delle attività di sicurezza negli istituti penitenziari e sulla necessità di mantenere elevato il livello di vigilanza, anche attraverso controlli sistematici sulle persone e sui materiali in ingresso. La direzione della Casa circondariale sottolinea come il fenomeno dell'introduzione illecita di sostanze stupefacenti e dispositivi di comunicazione rappresenti una criticità particolarmente delicata, in un contesto carcerario già segnato da problematiche legate alla diffusione delle dipendenze, ai traffici illegali e alla gestione della sicurezza interna. Il contrasto a questi comportamenti deve necessariamente accompagnarsi alle finalità rieducative e trattamentali della pena, nella ricerca di un equilibrio tra esigenze di ordine, tutela delle persone e percorsi di reinserimento. I controlli, oltre a consentire il sequestro di materiale non autorizzato, svolgono anche una funzione deterrente rispetto a ulteriori tentativi di violazione delle regole penitenziarie. La Polizia penitenziaria ribadisce che ogni episodio sarà oggetto della massima attenzione e, ove necessario, segnalato alle autorità competenti per i provvedimenti previsti dalla legge. A evidenziare il valore delle operazioni sono il commissario capo Francesco Scarangella, comandante pro tempore del Reparto di Polizia penitenziaria, e Maria Lucia Avantaggiato, direttrice della Casa circondariale di Teramo. «Gli ultimi sequestri - spiega Avvantaggiato - confermano quanto il controllo degli accessi, dei colloqui e della corrispondenza materiale rappresenti uno degli strumenti fondamentali per prevenire traffici illeciti e garantire la sicurezza all'interno degli istituti di pena. Un'attività spesso lontana dall'attenzione pubblica, ma essenziale per tutelare non soltanto il personale e la popolazione detenuta, bensì anche la sicurezza della collettività».

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 15:04

Operazione cassa continua. In arresto funzionario dipendente dell'Unione dei Comuni

Avrebbe dirottato circa 800mila euro di fondi pubblici nel corso di pochi anni

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Teramo hanno arrestato , Luca Galeotti, dipendente dell'Unione dei Comuni della Laga, con la contestazione di peculato. L'operazione che ha portato all’arresto rappresenta il culmine di una complessa inchiesta coordinata dal pubblico ministero Stefano Giovagnoni della Procura di Teramo, scaturita da una denuncia presentata alle stesse Fiamme Gialle nello scorso mese di aprile. Al centro delle indagini figura un ammanco stimato in circa 800.000 euro, sottratto dalle casse dell'ente territoriale che raggruppa 12 piccoli comuni della della provincia di Teramo. Il meccanismo fraudolento portato alla luce dagli investigatori si basava su una metodica alterazione della fase dei pagamenti dell'Ente. Secondo l'impianto accusatorio, l'indagato avrebbe dirottato i fondi pubblici nel corso degli anni, suddividendo le somme in uscita e facendole confluire illecitamente su diversi conti correnti, riuscendo così, secondo l’accusa, ad aggirare a lungo le verifiche contabili. L’“Operazione cassa continua” è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa.  Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica Ettore Picardi e dal Sostituto Stefano Giovagnoni ed eseguite dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Teramo, hanno avuto origine da un “esposto scritto”, presentato dal Segretario Generale dell’Ente che ha posto l’attenzione su operazioni contabili anomale che hanno compromesso la regolare gestione contabile dell’Unione dei Comuni, determinando la mancata approvazione di documenti fondamentali e l’omissione di adempimenti da parte dell’Ente. Per riscontrare i fatti esposti dal Segretario Generale dell’Unione, sono stati analizzati molteplici dispositivi elettronici e informatici in uso all’indagato e una voluminosa documentazione amministrativa e contabile. Inoltre, sono state acquisite le informazioni registrate sul software utilizzato dall’indagato per la gestione economico-finanziaria dell’Ente che hanno permesso di fare luce sulle condotte illecite, consistite nell’auto-liquidazione di compensi, attraverso l’alterazione di voci stipendiali, il rimborso di spese non autorizzate o il riconoscimento di altre competenze inesistenti. L’accurata ricostruzione effettuata dalle Fiamme Gialle, corroborata dall’analisi di un Consulente Tecnico nominato dal Pubblico Ministero inquirente, è stata svolta attraverso l’analisi dei singoli cedolini paga, dei relativi mandati di pagamento e degli accrediti effettuati sui conti correnti utilizzati dall’indagato il quale, secondo l’ipotesi investigativa, dapprima alterava a proprio beneficio le competenze, successivamente manometteva gli importi sui mandati di pagamento, aggiungendo cifre alle somme di liquidazione spettanti e trasformandole da poche decine a migliaia di euro. La complessiva liquidazione degli ingiusti profitti a beneficio dell’indagato, quantificata in circa 800 mila euro, ha determinato anche il riconoscimento di competenze non dovute, sia in ordine alla propria posizione pensionistica e assistenziale che in ordine al Trattamento di Fine Servizio, con i relativi aumenti della base contributiva. Per tali aspetti è stata effettuata una segnalazione all’INPS, che sta provvedendo alla rettifica della posizione riferita all’infedele dipendente pubblico.  L’indagato per quasi sei anni ha ricoperto presso l’Unione dei Comuni Monti della Laga una posizione apicale e sfruttando il delicato ruolo di Funzionario contabile e Responsabile dell’Area Finanziaria dell’Ente, ha potuto operare avendo, da un lato, il possesso delle credenziali di accesso ai vari sistemi informativi, con operatività open, che gli ha permesso di creare, modificare o cancellare documenti digitali in ogni momento della fase amministrativa, dall’altro, la nomina esclusiva quale unico dipendente autorizzato e abilitato all’inoltro dei mandati di pagamento alla Tesoreria dell’Ente per il successivo accredito delle somme sui propri conti correnti. Il sistema oggetto di accertamento ha determinato mancanze e ritardi anche nella gestione della contabilità dell’Ente, comportando la mancata approvazione dei rendiconti di gestione delle annualità 2023 e 2024 nonché del Bilancio di previsione 2026/2028. Per questi ultimi aspetti, proseguono le verifiche da parte della Guardia di Finanza di Teramo, finalizzate sia ad accertare la veridicità dei rendiconti di gestione per le precedenti annualità, che ad individuare eventuali ulteriori responsabilità penali e contabili a carico di soggetti o organi pubblici, deputati al controllo dell’Ente.

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 14:53