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A Torricella Sicura tre operai salgono sull'impalcatura e minacciano di buttarsi giù

Al centro della vicenda una fattura non saldata di circa 9 mila euro. La situazione è rientrata nel pomeriggio dopo momenti di grande preoccupazione

Una fattura non saldata di circa 9mila euro è stata la causa scatenante che ha spinto tre lavoratori di nazionalità egiziana a salire su un’impalcatura, a Torricella Sicura, minacciando di lanciarsi nel vuoto se non avessero ottenuto quanto dovuto. La complessa trattativa andata avanti dalla serata di ieri all'interno di un cantiere edile in località Piano Grande. Il negoziatore dei carabinieri e anche il sindaco di Torricella, Daniele Palumbi, hanno messo in contatto telefonico un rappresentante a terra degli operai con un emissario della impresa di Modugno, in provincia di Bari, che ha preso in subappalto la ristrutturazione dell'edificio finanziato con il Superbonus 110%. Le proposte formulate, però, non sono state inizialmente accettate dai lavoratori che ritenevano non affidabile l'impegno di versare l'importo con un anticipo di un quarto  dell’importo vantato e il resto entro i primi 10 giorni di novembre. I tre operai fanno parte di un gruppo di una decina di lavoratori di una piccola impresa di Milano che sarebbe in ulteriore subappalto rispetto alla affidataria iniziale. Anche gli altri nella serata di ieri hanno manifestato l'intenzione di protestare allo stesso modo, ma poi hanno desistito lasciando il cantiere per far rientro nel Nord Italia. I tre hanno invece deciso di attuare la protesta in una maniera più eclatante, salendo questa mattina presto sull'impalcatura. Hanno anche rifiutato un incontro in municipio proposto dal primo cittadino in un primo momento alle 17 e poi anticipato alle 15, facendo intendere, nella loro lingua, dall'alto dell'impalcatura, che non intendono scendere, se non addirittura tentare gesti estremi, se non incasseranno quanto loro dovuto. Un negoziatore del Comando Provinciale dei Carabinieri di Teramo ha condotto nel pomeriggio i colloqui nel tentativo di convincere i tre uomini a desistere. Il militare li ha invitati ripetutamente a scendere per avviare un confronto con le parti coinvolte e le autorità. Ad ostacolare le comunicazioni c'è anche la barriera linguistica: i cittadini stranieri non parlano italiano, motivo per cui è stato chiesto l'intervento sul posto di un mediatore culturale. La vicenda sarebbe legata a un meccanismo di doppio subappalto. La prima impresa, con sede a Torricella Sicura, avrebbe affidato i lavori a una seconda azienda di Bari. Quest’ultima avrebbe a sua volta subappaltato l'intervento a una terza ditta di Milano, per la quale lavorano i tre egiziani. Nel corso della notte, altri operai della stessa azienda milanese hanno lasciato il cantiere per fare rientro nel capoluogo lombardo. Sul luogo dell'emergenza, oltre ai Carabinieri, sono stati costantemente presenti i Vigili del Fuoco, i sanitari del 118 e il sindaco di Torricella Sicura, Daniele Palumbi. Il primo cittadino si è attivato in prima persona per contattare la ditta capofila della catena di appalti, così da verificare l'esistenza di margini per il pagamento immediato della fattura contestata. Solo alle 15.15 uno dei lavoratori ha deciso di scendere dall’impalcatura di 10 metri per portare avanti una trattativa che, a quanto sembra, è andata a buon fine. Dopo interminabili ore, anche gli altri due lavoratori hanno deciso di scendere dall’impalcatura mettendo la parola fine ad una giornata intensa ricca di preoccupazione per tutta la comunità torricellese. A quanto sembra, per evitare ulteriori problematiche, l’imprenditore committente, per quanto avesse già corrisposti le somme dovute all’azienda in subappalto, avrebbe nuovamente corrisposto le somme richieste, pagando di fatto due volte.

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 19:24

Consumo di suolo, Ispra: in Abruzzo nel 2025 ci sono 219 ettari in meno

Il Forum H2O: «Serve un cambio di rotta»

In Abruzzo nel corso del 2025 sono andati persi a causa della cementificazione e altre attività antropiche ben 219 ettari di suolo, una superficie pari a 300 campi di calcio regolamentari. A dirlo il rapporto annuale ISPRA sul consumo di suolo. Al vertice della classifica dei comuni abruzzesi per consumo di suolo c'è Sulmona e Chieti, entrambi con ben 16 ettari consumati in un solo anno. «Nel primo caso - fa sapere il forum H2O - appare evidente il contributo negativo dato dal cantiere della Centrale Snam, che ha un impatto territoriale rilevante. Pure comuni più piccoli spiccano nella classifica, come Mosciano S. Angelo che si pone al terzo posto nel 2025 con ben 8 ettari consumati. Il suolo è una risorsa finita, non rinnovabile, in quanto si forma su lassi di tempo di centinaia di anni. Una volta cementificato o altrimenti distrutto si perdono tutte le funzioni, dallo stoccaggio di carbonio a tutte le altre funzioni vitali, come il ciclo delle varie sostanze. L'impatto sul ciclo idrico è poi devastante, in quanto si perde permeabilità con conseguenze gravissime sul rischio frane e inondazioni». «Da anni - ha detto Augusto De Sanctis del Forum H2O - stiamo cercando di porre all'attenzione della comunità il tema del consumo di suolo perché è centrale nella corretta gestione dell'ambiente. La stragrande parte dei comuni e anche la regione Abruzzo fanno orecchie da mercante approvando progetti edilizi e infrastrutturali pesanti.  Siamo ai giochi di prestigio pur di non ammettere l'evidenza. Come chiedono i ricercatori dell'Ispra da anni - ha concluso De Sanctis - serve urgentemente un cambio di rotta reale, azzerando le previsioni di Piani regolatori tutti improntati allo sviluppo edilizio indefinito».

 

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 17:46

Casalincontrada (Ch): l'assemblea pubblica dice no all'impianto agrivoltaico

Il sindaco Mammarella: «La procedura è in fase sospensiva, chieste integrazioni del progetto alla società»

L'impianto agrivoltaico da 21 megawatt a Colle Petrano, nel territorio di Casalincontrada (Chieti), non risponde a finalità agricole e rischia di compromettere paesaggio, tradizioni e opportunità per le imprese locali. È quanto emerso da un incontro pubblico promosso dal Comune insieme a tecnici, rappresentanti del mondo agricolo e professionisti durante il quale sono stati approfonditi aspetti normativi, agricoli, paesaggistici e legali del progetto. Nel corso dell'incontro, il Primo cittadino, Vincenzo Mammarella, ha sottolineato che l'autorizzazione dell'impianto è di competenza solo della Regione Abruzzo, mentre l'unico strumento a disposizione del Comune è stata la sola presentazione di osservazioni in merito; nonostante queste, la procedura resta in fase sospensiva. In particolare, è necessario verificare, con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Chieti e Pescara, la compatibilità dell'intervento con il bene tutelato dall'art. 10 della legge 42/2004, garantendo il rispetto degli indirizzi di tutela delle leggi regionali n. 17 e n. 58, integrare la proposta di schermatura arborea ai fini di un miglior inserimento paesaggistico del progetto e fornire una valutazione di impatto acustico. Il sindaco ha aggiunto che è stato messo in dubbio anche l'effettivo uso agricolo della componente zootecnica ovicola, che il progetto indica a sostegno della natura agrivoltaica dell'impianto. Una questione ancora aperta dunque, che resta oggetto di ulteriori valutazioni tecniche ed eventuali ricorsi. All'incontro sono intervenuti Fabrizio Lobene, presidente regionale di Confagricoltura Abruzzo, l'avvocato Francesco Paolo Febbo, amministrativista esperto di diritto ambientale, Stefano Fabrizi, direttore provinciale di Confagricoltura L'Aquila, Marco Bussone, presidente nazionale dell'Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani, collegato in videoconferenza, Gianfranco Conti, presidente dell'associazione Terrae odv, coordinatore del Ced Terra Casalincontrada e dell'Associazione Internazionale della terra cruda, Antonio Corrado, ricercatore e tecnico di marketing del territorio e turismo, e Mauro Lovato, presidente di Confagricoltura Chieti.

 
L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 17:08

Macroarea aquilana, reati in calo. Cusumano: «attenzione resti alta»

-14 % di episodi delittuosi rispetto ai primi mesi del 2025. Decrescono soprattutto furti e rapine, che segnano un -22,84 %.

Si è riunito ieri mattina, nella sala conferenze della casa comunale aquilana, il Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. Al centro dei lavori della riunione si è imposta l'analisi dei fenomeni delittuosi nei 36 comuni che compongono la macro area del capoluogo regionale, dopo le riunioni speciali che hanno già interessato le aree della Marsica e della Valle Peligna. Nel primo semestre del 2026, periodo di analisi del Comitato, è stata registrata una marcata diminuzione dei reati rispetto ai primi sei mesi dell'anno precedente. Se il dato generale mostra un calo di oltre 14 punti percentuali sono stati i reati predatori come rapine e furti a vedere la decrescita più marcata, attestata al 22,84 %. Per il Comitato si tratta dell'incontrovertibile effetto di un impegno assiduo portato avanti da tutte le Forze dell'Ordine, quantificato in 47 servizi straordinari interforze. Le attività messe in campo hanno consentito di controllare oltre 28 mila persone e di arrestarne e denunciarne 453. Il ricorso alle unità cinofile, poi, avrebbe giocato un ruolo fondamentale nella repressione dei reati inerenti agli stupefacenti, anche questi calati rispetto al 2025. Il Prefetto Vito Cusumano ha messo anche in luce il progressivo aumento delle reti locali di videosorveglianza, attive ormai in 22 comuni su 36, di cui 11 realizzate nell'anno in corso. C'è, però, la presenza degli operatori delle Forze dell'Ordine al centro delle cause di dati tanto incoraggianti. Il comprensorio aquilano, infatti, può contare su oltre 590 unità di personale attive in ben 35 presidi operativi. Al centro della riunione anche l'accordo di collaborazione, già siglato, per contrastare gli atti illegali e le situazioni di pericolo all'interno degli esercizi pubblici, la cui messa in campo concorre a preservare la conduzione degli esercizi commerciali in totale sicurezza. Ampio spazio, poi, è stato dedicato al fenomeno delle truffe agli anziani. Sul tema gli intervenuti hanno convenuto sull'obiettivo di rafforzare l'attività di prevenzione tramite l'organizzazione di incontri per mettere al corrente i soggetti maggiormente esposti sulle più indicate modalità di tutela anche in ambito informatico. Nonostante l'ampia presenza di agenti  e il decrescente tasso di delittuosità, il Prefetto ha confermato l'obiettivo futuro di non abbassare la guardia in merito alla prevenzione così come alla repressione dei reati, anche attraverso il dispiegamento delle pattuglie sul territorio. Un'iniziativa, dunque, che ha contribuito a rafforzare la collaborazione tra le componenti statali e le autonomie locali in merito alla sicurezza pubblica rinnovando una sinergia che punta a migliorare l'efficacia dei servizi di prevenzione a tutela della popolazione.

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 16:39

La prevenzione e la gestione del rischio idrogeologico al centro del dibattito

Questo il tema di un convegno che si è tenuto all’Università degli studi di Teramo

In alcuni casi i fenomeni atmosferici assumono caratteristiche di particolare intensità e sono in grado di costituire un pericolo a cui si associa il rischio di danni anche gravi a cose o persone. Piogge molto forti o abbondanti, combinandosi con le particolari condizioni che caratterizzano un territorio, possono contribuire a provocare una frana o un'alluvione. La frequenza di episodi di dissesto idrogeologico, che hanno spesso causato la perdita di viti umane e ingenti danni e beni, impongono una politica di previsione e prevenzione non più incentrata sulla riparazione dei danni e sull'erogazione di provvidenze, ma sull'individuazione delle condizioni di rischio e sull'adozione di interventi per la sua riduzione. Da qui l'esigenza di affrontare l'argomento a 360° con un convegno sul tema “Fare sistema: la prevenzione e la gestione del rischio idrogeologico e idraulico nei piani di protezione civile”. L'iniziativa, che si è svolta all'Università degli Studi di Teramo, è stata promossa dalla Prefettura. «La stagionalità - ha dichiarato il prefetto di Teramo Agata Beatrice Mariano - ci induce a guardare a quelli che sono i rischi più importanti di questo territorio nella stagione autunnale e invernale. Proviamo a instaurare una forma di collaborazione in tempo di pace, cioè in tempo di calma, prima che le emergenze si verifichino, per lavorare tutti insieme e costruire dei piani che siano idonei ad affrontare i rischi». «E’una giornata della consapevolezza. Nessuno può dire di essere invincibile, uno a cui non capiterà mai niente è la vita - ha specificato Maurizio Scelli, direttore Agenzia Regionale di Protezione Civile Abruzzo - dobbiamo proprio promuovere questa voglia di stare insieme e di guardare insieme al positivo, soprattutto i giovani. Bisogna fare un programma e un progetto che metta in sicurezza il più possibile questa realtà a Silvi. Abbiamo anche i bambini che hanno dovuto lasciare le loro scuole, quindi grazie a Dio nessuno ha riportato un graffio. Però noi dobbiamo ridare a quella comunità, e così come a tante altre colpite dal maltempo di fine marzo-aprile, la dignità, la voglia di sentirsi a casa, di non guardare al futuro con angoscia e paura». «Sinergia - ha commentato Christina Corsi, rettore dell’Università degli Studi di Teramo -  vuol dire che tutte le istituzioni del territorio devono individuare un modello che non gestisca le emergenze, ma che individui un modello che pianifichi, e il modello che pianifica le azioni dell'emergenza significa che implementi un modello culturale. Su questo le istituzioni del nostro territorio regionali e nazionali devono pianificare livelli di formazione, livelli culturali sull'emergenza, per poi creare una filiera affinché nel momento in cui si verifichi un'emergenza ogni attore principale del territorio faccia la propria parte. E sono molto contento del coinvolgimento dell'Università degli Studi di Teramo, che ha da sempre collaborato in progetti di ricerca con la protezione civile regionale e nazionale».

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 16:25

Roberto Santangelo: «Presto all'Aquila un centro di supporto per la famiglia»

Intanto presentato un volume, curato dall'Aied L'Aquila, che guida i più giovani alla scoperta delle emozioni

All'Aquila si va verso la strutturazione di un centro famiglia per il sostegno alla genitorialità.

A dare la notizia l'assessore regionale alle politiche sociali Roberto Santangelo, che ha spiegato pure i dettagli sulla copertura finanziaria dell'operazione.

«Sul comune dell'Aquila - specifica Santangelo - abbiamo dato un contributo straordinario di 120mila euro per far nascere il primo centro famiglia del Capoluogo di Regione. Una scelta che va in parallelo alle iniziative che supportiamo da parte delle realtà del terzo settore, perché le famiglie vanno aiutate anche nella genitorialità: oggi c'è bisogno di supporto e noi facciamo la nostra parte».

La novità esposta da Roberto Santangelo è venuta fuori a margine della presentazione del libro "L'Apetta giramondo", curato dalle psicoterapeute dell'Aied L'Aquila Daniela Moro e Valentina Nanni.

Il volume si rivolge alla fascia d'età 3-10 anni.

Tramite l'allegoria del viaggio di un'ape alla scoperta di un giardino, e degli incontri che la protagonista del volume fa, il libro inizia a spiegare sia quali sono le emozioni che si possono provare sia mette al centro temi importanti come l'inclusione.

L'obiettivo è portare il libro in tutte le biblioteche dell'infanzia della Regione Abruzzo.

Insomma, si rafforza ancora una volta il rapporto di collaborazione tra le istituzioni e il terzo settore.

«L'Abruzzo fa la sua parte valorizzando progetti speciali come questo - dice Roberto Santangelo - presentiamo un volume dove, attraverso il viaggio di un'ape, in qualche modo si vuole raccontare che ognuno di noi ha una peculiarità e una differenza, ma le tante differenze aiutano a rendere più armonica la nostra comunità».

Prosegue e conclude poi l'assessore: «Capire come si deve lasciare spazio agli altri senza rinunciare a se stessi, e spiegarlo nel modo in cui i ragazzi più piccoli lo possano capire, è un vero e proprio valore aggiunto».

Il volume "L'Apetta giramondo" rappresenta il terzo passaggio di un progetto più ampio portato avanti dall'Aied L'Aquila (intitolato "Piccoli grandi passi").

Finanziato con 15mila euro dalla Regione Abruzzo si era già sostanziato in uno sportello d'incontro e in tre edizioni di incontri tematici (chiamati "Ci vuole un villaggio").

Il tutto tenendo come architrave fondamentale il sostegno alla genitorialità.

Alessia Salemme, presidente dell'Aied L'Aquila, spiega: «Noi, con questi progetti ed attraverso la sinergia tra associazioni ed enti,  riusciamo ad offrire dei servizi gratuiti per i neo genitori e le neo genitrici, quindi per le neo mamme ed i neo papà. Questa è una cosa molto importante perché è fondamentale che, in un periodo così delicato del ciclo vitale, queste persone, queste nuove famiglie, riescano ad avere dei professionisti e delle professioniste che possono accompagnarli ed aiutarli gratuitamente».

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 16:18

Sicurezza stradale e prevenzione delle dipendenze, accordo tra Asl e Aci

Un protocollo per promuovere la cultura della sicurezza stradale e contribuire alla riduzione degli incidenti

Prevenire l’uso di sostanze legali e illegali, promuovere la cultura della sicurezza stradale e contribuire alla riduzione degli incidenti. Sono le finalità dell'accordo di collaborazione firmato questa mattina tra la Asl di Teramo e l’Automobile Club Teramo, nell’ambito del Piano regionale della prevenzione 2021-2025, con riferimento ai programmi PP04 «Dipendenze» e PP05 «Sicurezza negli ambienti di vita». La Asl di Teramo è stata individuata come capofila delle aziende sanitarie locali abruzzesi per la sottoscrizione dell’intesa. Erano presenti alla firma il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia, il presidente dell’Aci Teramo Carmine Cellinese, quello dell’Aci Abruzzo Mario Aloè, il direttore provinciale Donato Ciunci e Michela Moscone, direttrice della Uoc Serd e referente aziendale del progetto. L’accordo prevede che l’Aci metta a disposizione della Asl competenze e conoscenze in materia di sicurezza stradale, collabori, ove possibile, alle iniziative di prevenzione e ai programmi formativi congiunti e fornisca, su richiesta, dati statistici a supporto delle attività. La Asl metterà a disposizione l’esperienza dei propri operatori nella prevenzione dell’uso di sostanze legali e illegali e le proprie risorse professionali e strutturali. Si impegna inoltre a coinvolgere l’Aci nella progettazione di interventi formativi e di prevenzione, nella promozione della mobilità sostenibile e in iniziative innovative di educazione stradale. Sono previsti anche eventi dedicati alla sicurezza alla guida, materiale informativo e formativo e campagne di sensibilizzazione, con il contributo di entrambe le parti. La collaborazione avrà durata triennale, con possibilità di rinnovo previo accordo scritto tra le parti. «Quando parliamo di sicurezza stradale non parliamo soltanto di regole da rispettare. Parliamo di persone, di ragazzi, di famiglie. Parliamo di scelte che possono avere conseguenze importanti, a volte irreversibili”, ha dichiarato Di Giosia. “Questo accordo ci permetterà di promuovere iniziative di sensibilizzazione e attività formative, con particolare attenzione ai minori e ai giovani. La firma di oggi è un punto di partenza. L'importante sarà dare continuità a questo impegno attraverso attività capaci di raggiungere le persone e contribuire a una maggiore cultura della sicurezza».«I dati sull'incidentalità stradale diffusi recentemente insieme all'Istat confermano quanto sia necessario rafforzare le iniziative di prevenzione e di educazione alla guida», ha spiegato Cellinese. «Nel 2025, in provincia di Teramo, abbiamo registrato 893 incidenti, con un aumento del 9,6% rispetto all'anno precedente, e 1.236 feriti. La riduzione del 35% delle vittime è certamente un segnale incoraggiante, ma non deve farci abbassare la guardia. A preoccupare sono soprattutto le cause degli incidenti: il mancato rispetto della segnaletica rappresenta il 27,3% delle circostanze rilevate, la guida distratta il 23,3%, l'eccesso di velocità il 17,2% e il mancato rispetto della distanza di sicurezza il 12,3%. È proprio da questa evidenza che nasce il valore della collaborazione con la Asl di Teramo. L'obiettivo condiviso è andare oltre i freddi numeri dell'incidentalità stradale, trasformandoli in azioni concrete di prevenzione». «Incontreremo i ragazzi nelle scuole, nelle università, nei luoghi di aggregazione e del divertimento. Vogliamo lasciare spazio all’ascolto, alle domande e alle situazioni che vivono. Coinvolgeremo anche docenti ed educatori con occasioni di formazione che li aiutino a riprendere questi temi con i ragazzi e a dare continuità al confronto oltre il singolo incontro. Il prossimo 17 novembre l’Aci parteciperà, insieme agli operatori dei Servizi per le dipendenze, alla IV Giornata regionale contro le dipendenze. Il 25 novembre, al Parco della Scienza di Teramo, è in programma un incontro di divulgazione e promozione della sicurezza stradale con circa 300 studenti delle scuole secondarie di secondo grado», ha affermato Moscone.

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 15:57

Bus L'Aquila-Roma-L'Aquila in Vigilanza. «Tua blocchi gli aumenti sugli abbonamenti»

La richiesta formale è arrivata dal sindacato Cgil e da una delegazione di lavoratori e studenti pendolari

Da inizio novembre Tua è pronta a far scattare gli aumenti per gli abbonamenti settimanali e mensili che riguardano la tratta L'Aquila-Roma.

La questione è stata trattata durante una riunione della commissione regionale di vigilanza.

Presenti rappresentanti della società di trasporto, il sindacato Cgil che sta seguendo da vicino la situazione ed anche una delegazione di pendolari.

Lavoratori oppure studenti, e non si tratta solo di aquilani che vanno verso la capitale ma anche di chi fa il percorso opposto.

È il caso di Francesco Gianni, che studia al conservatorio Casella e si muove da Roma.

«Ci sarà un rincaro da 160 euro a 195 per gli abbonamenti mensili, invece quelli settimanali da 50 a 65 - spiega, e poi continua - da Tua dicono che il rincaro riguarderà soltanto questi abbonamenti, ma sono quelli che utilizziamo di più noi pendolari. Tra l'altro molto spesso si verifica che, per tornare a Roma, l'autobus delle 17:15  è sempre pieno: mi chiedo se agli aumenti di prezzo corrisponderà anche un aumento di bus e pullman».

Gli aumenti dei costi avrebbero un impatto pesantissimo e vanno bloccati - spiegano da Cgil

Invece si dovrebbe lavorare per migliorare un servizio che ad oggi presenta diverse lacune.

«In prima battuta - spiega Domenico Fontana di Filt-Cgil L'Aquila - chiediamo di fermare questi rincari, che partono dal primo novembre e peraltro già attuati dagli altri operatori privati: una situazione che ha fatto aumentare il volume passeggeri sui mezzi di Tua».

«Chiediamo di bloccare gli aumenti - prosegue Fontana - perché avranno effetti devastanti sulla quotidianità di lavoratori e studenti pendolari. Persone già afflitte dal caro vita, dal caro energia e da salari purtroppo troppo bassi: è quindi una misura che noi riteniamo impossibile da applicare».

«In seconda battuta - ancora parole di Fontana - si deve ragionare sull'aumento delle frequenze delle corse: ad oggi abbiamo pendolari che rimangono a piedi in orari impossibili ed abbiamo buchi di frequenze importanti. Nel primo pomeriggio se si perde una corsa alle 17 bisogna aspettare le 19:15, al mattino si deve considerare la fascia oraria 6:30-7. Insomma i pendolari sono costretti ad assembrarsi e molto spesso rimangono a piedi».

Questa la situazione ed i correttivi che potrebbero essere adottati nel breve periodo.

In un orizzonte temporale più lungo, invece, si dovrebbe pensare (e farlo sarebbe compito della Regione) di rivedere la logica di servizio a cui risponde la tratta su gomma L'Aquila-Roma-L'Aquila.

Puntualizza Domenico Fontana di Filt-Cgil: «Noi pensiamo che, nel ragionamento che il prossimo anno la regione Abruzzo dovrà  impostare per riaffidare di nuovo il servizio in house a Tua, vada rivista la geografia dei servizi essenziali e soprattutto dare contributi economici a quelle tratte che oggi hanno necessità di fondi pubblici. Il mercato non copre tutte le fasce orarie - conclude Fontana - quindi è evidente che, in alcune parti della giornata, vi è un fallimento del mercato e quindi è giusto che ci sia un intervento pubblico». 

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 15:54

Natale Teramano, si cercano proposte di eventi e iniziative

L’obiettivo è definire una programmazione diversificata e coordinata, attraverso il coinvolgimento più ampio possibile degli operatori del settore

Pubblicato sul sito del Comune di Teramo l’avviso per l’acquisizione di manifestazioni d’intesse relative all’organizzazione di eventi, attività e iniziative da inserire nella programmazione natalizia 2026/2027 del Comune di Teramo. Le proposte progettuali dovranno pervenire, attraverso l’apposita modulistica scaricabile dal sito dell’ente, esclusivamente a mezzo  PEC, all’indirizzo di posta elettronica certificata del Comune affarigenerali@comune.teramo.pecpa.it e potranno riguardare  attività ludico-ricreative, laboratori tematici e iniziative di animazione, con particolare riguardo ai  bambini e ai giovani; spettacoli itineranti musicali, di danza, giocoleria e acrobatica, clownismo, magia, illusionismo e altre  forme di spettacolo e animazione di strada; concerti, eventi musicali e spettacoli. L’avviso prevede che nell’ambito della programmazione complessiva siano previsti tre concerti, dei quali uno  obbligatoriamente nella giornata del 31 dicembre 2026 e gli altri due nell’arco del periodo che va dal 1 al 10 gennaio,  con l’esclusione della giornata del 6, secondo il calendario che sarà  definito dall’Amministrazione. Saranno inoltre valutate anche iniziative complementari di carattere teatrale, culturale e laboratoriale, così come attività dedicate alle tradizioni natalizie e alla valorizzazione del territorio, purché coerenti con le  finalità della programmazione. Ciascun soggetto interessato potrà presentare una sola proposta progettuale, eventualmente comprendente più  tipologie di attività o più eventi, purché adeguatamente articolata e strutturata e con indicazione distinta  delle singole attività e dei relativi costi. «Siamo partiti per tempo con l’obiettivo di definire una programmazione diversificata e coordinata, attraverso il coinvolgimento più ampio possibile degli operatori della cultura, del mondo dello spettacolo, dell’intrattenimento e dell’organizzazione di eventi, comprese imprese, cooperative, associazioni, fondazioni, enti – sottolinea il Vicesindaco con delega agli Eventi Antonio Filipponi – il Natale Teramano, fin dalla sua prima edizione, ha sempre rappresenta molto di più di un semplice cartellone di eventi, concretizzandosi  sia come parte integrante del percorso di rilancio della nostra città sia come fondamentale strumento di promozione turistico-culturale del territorio. E siamo sicuri che anche quest’anno, grazie al coinvolgimento del territorio, presenteremo un calendario rivolto a tutte le fase d’età e con appuntamenti di grande qualità».

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 15:29

Servizi postali nell'aquilano, Pietrucci: «Regione scongiuri i tagli»

Il consigliere dem chiede l'intervento di Marsilio per intercedere con Poste Italiane e con il Governo e bloccare il piano di ridimensionamento.

La denuncia arrivata da CGIL riguardo l'impoverimento di uffici postali in provincia dell'Aquila apre ad una riflessione sulle aree interne che non sarebbe più rinviabile. È di questo avviso il consigliere abruzzese Pierpaolo Pietrucci che, in una nota, ha criticato il piano di riorganizzazione di Poste Italiane. Si tratterebbe di 29 linee di recapito in meno, uffici declassati e riduzioni di personale che rischiano di rappresentare, per il consigliere del PD, un ulteriore indebolimento dei servizi essenziali. Non solo. Trattandosi in massima percentuale di aree interne della provincia, Pietrucci fa notare il cortocircuito di una politica che parla di rilancio territoriale assistendo, al contempo, al progressivo impoverimento dei servizi nelle stesse aree. «La destra - scrive nella nota - si riempie la bocca di aree interne, ma alle parole non seguono mai i fatti. Anzi, mentre si moltiplicano i convegni e le dichiarazioni sul contrasto allo spopolamento, si continua a smantellare quella rete di servizi essenziali che permette alle persone di vivere nei nostri territori. Gli uffici postali, come le scuole, le farmacie e gli altri servizi pubblici di prossimità, - prosegue il consigliere del Pd - non sono semplicemente strutture da valutare in termini di costi e ricavi. Sono presìdi sociali, punti di riferimento fondamentali per le comunità, soprattutto nei piccoli centri e nei territori montani». La presenza di questi uffici, per Pietrucci, resta un baluardo di speranza in un contesto che continua ad impoverirsi. Garantire un presidio sanitario, una scuola o un ufficio postale, spiega, significa anche investire sul futuro di una comunità. Pietrucci critica aspramente il presidente della Regione, Marco Marsilio, nonché tutta la destra abruzzese colpevole, per il dem, di aver raccontato per anni che la filiera istituzionale, con lo stesso schieramento politico al governo dei Comuni, della Regione e del Paese, avrebbe portato vantaggi straordinari all'Abruzzo. «Eccoli, i vantaggi: servizi ridotti, personale tagliato e territori sempre più isolati. Dov'è - si chiede Pietrucci - questa filiera quando bisogna difendere i cittadini delle aree interne? Marsilio vada al ministero competente, apra un confronto con Poste Italiane e pretenda che il piano venga rivisto». In chiusura Pietrucci chiede alla Regione Abruzzo di assumere un'iniziativa nei confronti di Poste Italiane e del Governo per scongiurare i ridimensionamenti. «Le aree interne - chiude il consigliere regionale - non hanno bisogno di altre dichiarazioni d'amore. Hanno bisogno di servizi, investimenti e scelte politiche concrete».

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 16:38

Consiglio comunale a Pescara: ok al piano di risanamento acustico senza modifiche

Insorgono i partiti di opposizione e i commercianti provati dalle forti restrizioni della maggioranza

L'amministrazione Masci rigetta le osservazioni presentate dalle associazioni di categoria in merito al piano di risanamento acustico, riconfermato con 14 voti favorevoli del Consiglio comunale, il piano resta dunque invariato. Un provvedimento, osservano i partiti di minoranza, serve a ben poco, perché nonostante i rilievi dell'Arpa abbiano dimostrato una diminuzione sensibile dei rumori nel centro storico, il sindaco ha riconfermato le ordinanze "Cenerentola" degli ultimi mesi, contribuendo così ad arrestare le attività commerciali del centro storico. Una maggioranza, evidenzia l'opposizione, che non tiene conto delle reali esigenze del territorio. «Le uniche modifiche che vengono apportate sono minimali - ha dichiarato il consigliere del Movimento cinque stelle, Paolo Sola - non spostano nulla in termini di equilibrio di un piano di risanamento acustico che continua ad avere le criticità che da mesi, da anni in realtà ormai, stiamo contestando. Molte di queste scelte, di questi strumenti contenuti nel piano di risanamento sono stati giustificati in un certo qual modo, dalla posizione del tecnico che ha redatto il piano stesso, è una cosa inascoltabile da parte di un’amministrazione comunale che dovrebbe invece assumersi la responsabilità politica di determinate scelte e dire cosa intende fare sul centro storico, se vuole continuare ad investire su quel quartiere o se vuole consentire quello che sta accadendo negli ultimi mesi, cioè una desertificazione progressiva». Nonostante i tavoli di confronto dunque, la maggioranza tira dritto ma ribadisce la possibilità di continuare il confronto con residenti e commercianti. «Per quanto riguarda i commercianti, capisco, dice il presidente della Commissione ambiente Roberto Carota, che alcune azioni potrebbero sembrare impattanti, per questo è mia intenzione istituire un tavolo permanente, così come ho già fatto per quanto riguarda questo argomento specifico, ma magari per dotare il Comune di un regolamento e non di un piano di risanamento che dovrebbe avere una limitazione nel tempo, per andare appunto a correggere quelle che sono le anomalie riscontrate fino a questo momento e in quel tavolo, magari avere la possibilità di conciliare le esigenze di residenti, con le esigenze dei commercianti».

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 13:52

Sport e memoria: Pescara si prepara alla V edizione di "PesGara per la legalità"

Appuntamento per le vie del Centro cittadino sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre

Promuovere il rispetto delle regole attraverso la passione per la corsa e l’impegno sociale. Con questo spirito La città si prepara ad accogliere l'evento che da anni coniuga sport e legalità. Sabato 31 Ottobre (ore 15:30): inaugurazione in piazza Salotto del Villaggio della Prevenzione, dove la cittadinanza potrà accedere a screening sanitari e visite mediche gratuite. Domenica 1° Novembre: Fischio d’inizio per la gara podistica (sia competitiva che non competitiva) e per la Passeggiata della Legalità. La camminata di domenica è  intitolata alla memoria di Christopher Thomas Luciani, il giovane tragicamente scomparso nel 2024. La presentazione in Prefettura, questo il commento del prefetto di Pescara Luigi Carnevale: «Lo sport dà un messaggio di pace, da un messaggio di solidarietà. Ho visto un crescendo veramente di attenzione verso un’iniziativa che ho conosciuto quest’anno e per la quale devo veramente rendere merito all’assessore Martelli, per la caparbietà, la determinazione con cui l'ha ideata, la sta seguendo con una cura e un’attenzione maniacale, con la volontà ferrea dell’amministrazione di far trovare insieme tutta la cittadinanza stretta intorno a dei valori che sono valori universali, sono i valori fondanti e attorno a cui appunto si deve stringere che sono i valori della legalità, della sicurezza e della prevenzione della salute e della solidarietà verso gli altri verso i più bisognosi. In un momento in cui forse non soltanto in Italia, ma nel mondo intero, questi valori vengono messi in discussione, Pescara si distingue perché cerca di riaffermarli nella maniera più forte, stringere la comunità intorno ad essi e quindi rappresentando un momento di grande coesione». Poi il ricordo di Crox, caso che ha consentito al prefetto Carnevale di riflettere anche sul fenomeno della violenza giovanile, purtroppo diffuso a Pescara. «Nel momento del mio insediamento ho potuto constatare, rispetto anche ad altre sedi, che effettivamente a Pescara la problematica della violenza giovanile è presente ed attuale, anche con episodi delittuosi che si sono verificati in questa città negli anni scorsi e parliamo dell’omicidio Crox appunto, episodio presente anche in questa manifestazione con la memoria di questo ragazzo tragicamente e prematuramente scomparso. È un problema che però non riguarda soltanto questa città, ma in generale molte comunità anche della nostra Penisola, è un problema che quindi ha evidentemente cause più profonde e comuni anche in altre realtà che vanno sicuramente affrontate a 360 gardi, non soltanto con l’aspetto repressivo che sicuramente ci vuole, ma ci vuole ben altro e ci vuole appunto che la comunità in questi casi si interroghi, rifletta, superando steccati di divisioni anche ideologiche, trovando insieme una soluzione. La Prefettura che ha con piacere assunto anche la regia di questa manifestazione è sicuramente ben consapevole che questi problemi vanno affrontati non soltanto sotto il profilo della repressione, ma soprattutto promuovendo con tutti gli altri soggetti pubblici, anche dell’associazionismo, una serie di iniziative di misure che coinvolgono i giovani che li rendono consapevoli del loro ruolo e soprattutto consapevoli anche degli effetti nefasti di alcune loro condotte. Bisogna lavorare su questo, sulla consapevolezza degli esiti delle proprie azioni».

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 13:41

I Palmenti abruzzesi diventano ufficialmente patrimonio culturale regionale

Approvata all'unanimità la proposta di legge del Vicepresidente del Consiglio regionale Blasioli

È stata approvata la legge, presentata dal vicepresidente del consiglio regionale, Antonio Blasioli insieme ai consiglieri Mariani, Pietrucci e Pepe, che riconosce i Palmenti abruzzesi come patrimonio culturale regionale. Il fine è conservare, recuperare e rigenerare le antiche vasche rupestri, attraverso l'istituzione di una rete regionale che favorisca la promozione turistica e la valorizzazione storico-culturale.  «La legge nasce dall’intuizione del Prof. Alfonso Creato e dalla mostra fotografica organizzata a Pietranico da “gli amici di Carmine” e da una interlocuzione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti-Pescara con cui abbiamo interloquito sia prima del deposito della legge per verificare i migliori percorsi di tutela, sia successivamente per migliorare la legge- sostiene Blasioli-. Ringraziamo in particolare la Direttrice Chiara Delpino e la soprintendente Maria Antonia Crudo. È un passo importante per la salvaguardia della memoria storica, delle tradizioni agricole e dell’identità agro-pastorale dell’Abruzzo. La proposta di legge- continua il vicepresidente-, dedicata al riconoscimento dei Palmenti abruzzesi come patrimonio culturale regionale è stata approvata all’unanimità nel corso della seduta del Consiglio regionale del 30 settembre». Tra le località che conservano i Palmenti Pietranico nel Pescarese, Pennapiedimonte, Lama dei Peligni e Palena nel Chietino, Fano Adriano nel Teramano e, in provincia dell'Aquila, a San Demetrio ne' Vestini e nella frazione di Ripa, a Fagnano Alto. «Il riconoscimento regionale dei Palmenti rappresenta dunque un’occasione per restituire valore a una parte significativa della storia abruzzese, rafforzare il senso di appartenenza delle comunità e promuovere un modello di sviluppo capace di mettere in relazione cultura, ambiente, tradizioni e turismo», conclude.

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 13:38

Marsilio: le regole di finanziamento della sanità spaccano l’Italia

A Firenze il presidente abruzzese porta Case di comunità, liste d’attesa e cure pagate altrove

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha detto a Firenze che il sistema di finanziamento della sanità è arrivato a «un punto di rottura». Lo ha dichiarato nella giornata conclusiva del Festival delle Regioni, durante il dibattito «Investire nei territori. Le scelte strategiche che cambiano l’Italia», con i presidenti Antonio Decaro (Puglia), Michele de Pascale (Emilia-Romagna) e Francesco Rocca (Lazio). In videocollegamento c’erano il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e quello della Salute Orazio Schillaci. Secondo Marsilio le regole attuali premiano chi parte avvantaggiato. Le Regioni con più abitanti, industria e ricchezza compensano gli squilibri da sole, quelle piccole e con più difficoltà economiche non hanno gli stessi strumenti. Il primo esempio è il PNRR, che ha finanziato una Casa di comunità ogni 50mila abitanti. Il criterio — ha spiegato — mette sullo stesso piano territori molto diversi: raggiungere quella platea nell’Alto Vastese o nella Valle Peligna è un’altra cosa rispetto a un centro metropolitano. L’Abruzzo ha previsto decine di strutture in più e i maggiori oneri non entrano nel riparto delle risorse. Il secondo esempio sono i piani di rientro, i programmi che limitano la spesa delle Regioni con i conti sanitari in disavanzo. Sulla loro revisione, ha ricordato Marsilio, le Regioni hanno una posizione unanime. I vincoli — ha detto — impediscono di acquistare prestazioni aggiuntive per ridurre le liste d’attesa, anche con fondi propri. Quando però i cittadini vanno a curarsi in un’altra Regione, quella di residenza deve pagare la fattura per intero. Si chiama mobilità sanitaria passiva: l’Abruzzo finanzia altrove servizi che potrebbe offrire in casa, magari a costi inferiori, e il divario tra Nord e Sud si allarga. Resta da capire se questi squilibri dipendano da come le Regioni amministrano o da come il sistema è costruito. Marsilio ha scelto la seconda lettura: un fenomeno che riguarda molte Regioni e si ripete da anni, ha osservato, non può essere soltanto cattiva amministrazione. «È uno squilibrio strutturale che deve essere corretto», ha concluso.

 
L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 12:58

Istat: Abruzzo eccezione al Sud, ma tre famiglie su dieci hanno acqua irregolare

Over 65 seguiti a casa: 6,9% contro il 4,6% italiano. I letti in struttura sono 48,1 per 10mila

Nel Mezzogiorno la maggioranza degli indicatori del benessere sta sotto la media italiana, con una sola eccezione: l’Abruzzo. Lo scrive l’Istat nel Rapporto Bes 2026, la tredicesima edizione, presentata a Roma lunedì 26 ottobre. Il Bes misura la qualità della vita con 148 indicatori raccolti in 12 aree, tra cui salute, lavoro, reddito e ambiente. Per ogni regione guarda quanti stanno sopra e quanti sotto il dato nazionale. Per l’Abruzzo l’Istat parla di valori spesso in linea con la media del Paese, non superiori. L’assunzione più facile da fare è che «eccezione» voglia dire «va tutto bene». Non è così. Il giudizio nasce da un conteggio, e un conteggio non dice quanto pesa ogni voce. Una regione può stare nella media e avere buchi seri su singoli servizi. Su due servizi l’Abruzzo lo mostra bene. Sugli anziani la regione supera la media nazionale: l’assistenza a domicilio raggiunge il 6,9% degli over 65, contro il 4,6% italiano e il 2,2% della Calabria. I posti letto nelle strutture socio-sanitarie sono invece 48,1 ogni 10mila abitanti, mentre l’Italia è a 74,1 e Bolzano arriva a 152,8. Le cure a casa sono più diffuse, i posti nelle strutture sono meno di un terzo di quelli di Bolzano. Il problema più netto è l’acqua. Nel 2025 il 30,3% delle famiglie abruzzesi ha segnalato irregolarità nell’erogazione, cioè un servizio che arriva a singhiozzo o non arriva. La media italiana è del 10,2% e il Nord si ferma al 3,2%. Peggio dell’Abruzzo c’è solo la Calabria, al 37,3%, e subito dopo viene la Sicilia, al 29,5%. In pratica quasi una famiglia abruzzese su tre ha avuto problemi con il rubinetto di casa. Cosa conviene fare? Guardare l’indicatore che riguarda la propria famiglia e non il giudizio complessivo. Chi ha un anziano da assistere può chiedere alla propria Asl se ci sono i requisiti per l’assistenza domiciliare, il servizio in cui l’Abruzzo è sopra la media. Chi subisce disservizi idrici può segnalarli per iscritto al gestore, così resta una traccia. Su questo indicatore il dato nazionale peggiora perché la quota italiana del 10,2% è salita dall’8,7% dell’anno precedente.

 
L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 12:56